Grottaglie celebra la ceramica contemporanea con la chiusura del Concorso “Mediterraneo”

GROTTAGLIE (TA) – La ceramica come linguaggio universale, capace di attraversare culture, generazioni e sensibilità artistiche differenti. È nel segno di questa apertura che si conclude la XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”, la manifestazione che dal 4 luglio ha trasformato il Castello Episcopio di Grottaglie in un punto di riferimento per la ricerca artistica internazionale. L’appuntamento finale è fissato per domenica 18 ottobre, alle ore 11, con una cerimonia che metterà in luce i risultati del progetto espositivo e le opportunità nate dai riconoscimenti assegnati nelle precedenti edizioni.

La giornata sarà dedicata in particolare a due artiste che rappresentano altrettante modalità di sostegno alla creatività: Katia Terpigoreva, destinataria del Premio Mostra Personale nel 2025, e Lixia Guo, vincitrice nello stesso anno del Premio Residenza d’Artista Under 35. Due esperienze differenti, accomunate dalla possibilità di sviluppare nuove ricerche attraverso il rapporto con la città pugliese e con il patrimonio di conoscenze custodito nelle sue botteghe.

Per Katia Terpigoreva, artista russa che vive e lavora in Francia, il ritorno a Grottaglie coincide con la presentazione del percorso espositivo dedicato alla sua produzione. La giuria della precedente edizione aveva premiato Essential II, opera caratterizzata dall’incontro tra porcellana e filo metallico, materiali che si combinano in strutture leggere e forme organiche. La sua ricerca indaga le tensioni tra delicatezza e resistenza, mettendo in relazione elementi differenti attraverso un equilibrio formale che lascia emergere la dimensione poetica della materia.

Il Premio Mostra Personale consente all’artista selezionata di disporre di uno spazio dedicato nell’edizione successiva della manifestazione. Si tratta di un’opportunità che amplia la portata del concorso oltre la competizione, offrendo continuità al lavoro creativo e favorendo un rapporto più diretto tra gli autori e il pubblico. Terpigoreva ha costruito il proprio linguaggio attraverso lo studio delle arti visive e della storia dell’arte, affiancato da un’esperienza nel giornalismo specializzato in design e architettura, prima di orientare la propria attività verso la porcellana e la sperimentazione con le fibre tessili. Il suo percorso comprende riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Speciale al Cheongju International Craft Competition in Corea del Sud nel 2023 e l’inserimento, nel 2025, nella Homo Faber Guide della Michelangelo Foundation.

Un diverso processo di ricerca caratterizza l’esperienza di Lixia Guo, artista cinese che in questi giorni sta svolgendo a Grottaglie la residenza sostenuta dalla BCC San Marzano di San Giuseppe e realizzata in collaborazione con l’associazione Ex Frantoio. Il riconoscimento le era stato attribuito nel 2025 per Bronze Age III, opera nella quale riferimenti arcaici e sperimentazione contemporanea concorrono a costruire una riflessione sul tempo e sulla memoria.

La permanenza nel centro pugliese offre all’artista la possibilità di lavorare a stretto contatto con le realtà produttive locali, confrontandosi con tecniche, materiali e saperi tramandati dai ceramisti del territorio. Domenica presenterà al pubblico le opere sviluppate durante questa esperienza, illustrando le scelte creative maturate attraverso l’incontro con la storia e l’identità di Grottaglie. La residenza si configura così come un laboratorio di scambio, nel quale la conoscenza della tradizione diventa occasione per elaborare nuove interpretazioni della ceramica.

Originaria della Cina, Guo ha conseguito un master in Design alla Nanjing Forestry University e da oltre dieci anni conduce una ricerca che attraversa ceramica, scultura e incisione, con un interesse specifico per la porcellana e il gres purple sand. Nelle sue opere affronta i temi della conservazione del patrimonio culturale, della trasformazione e della memoria. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano l’Outstanding Award assegnato nel 2015 all’opera Magic Cube e la selezione di Destruction·Conservation per la tredicesima edizione del Concorso Internazionale di Ceramica Mino, in Giappone.

La cerimonia vedrà la partecipazione del sindaco Ciro D’Alò, presidente della giuria, dell’assessore alla Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica Raffaella Capriglia e di Daniela De Vincentis, responsabile del Settore Cultura del Comune. Al termine dell’incontro è previsto un momento conviviale con rinfresco.

«Grottaglie non custodisce semplicemente una tradizione: continua a farla vivere, aprendola al mondo e ai linguaggi della contemporaneità», afferma il sindaco Ciro D’Alò. Il primo cittadino sottolinea come il concorso favorisca l’incontro tra artisti di Paesi e culture differenti e come le mostre personali e le residenze consentano di prolungare nel tempo gli effetti della manifestazione, generando collaborazioni e nuove occasioni di produzione artistica anche dopo la chiusura dell’esposizione.

Sulla stessa linea l’assessore Raffaella Capriglia, che evidenzia la volontà dell’amministrazione di consolidare un progetto culturale capace di produrre risultati duraturi. «Vogliamo che il Concorso sia sempre più un progetto capace di lasciare un segno, non solo durante i mesi della mostra», dichiara, indicando nel dialogo tra le esperienze internazionali e le competenze dei maestri ceramisti uno degli elementi più significativi dell’iniziativa. Una relazione che permette di preservare l’identità produttiva locale senza rinunciare al confronto con le forme espressive del presente.

I numeri dell’edizione 2026 restituiscono la dimensione raggiunta dalla manifestazione. All’interno del Castello Episcopio, sede del Museo della Ceramica, sono state esposte 81 opere: 66 nella sezione principale e 15 selezionate per la nuova categoria “Grande Opera”. Le candidature complessivamente ricevute sono arrivate da artisti provenienti da 48 Paesi, confermando l’ampiezza della rete internazionale costruita intorno al concorso.

Proprio “Grande Opera” rappresenta una delle innovazioni più rilevanti di quest’anno. Il progetto punta a superare i confini tradizionali dello spazio museale, portando la ceramica in relazione con l’architettura, il paesaggio urbano e la vita della comunità. Le 15 opere finaliste, firmate da 17 artisti, sono state concepite per esplorare le possibilità della materia in rapporto agli ambienti pubblici, ampliando il campo d’azione di una disciplina storicamente associata alla produzione artigianale e all’oggetto.

La curatela è stata affidata a Lisa Hockemeyer, storica dell’arte e del design e docente universitaria, il cui lavoro di ricerca sulla ceramica italiana e sulla cultura materiale ha contribuito a definire un percorso espositivo attento sia alla solidità scientifica sia alle prospettive dell’arte contemporanea. L’impostazione curatoriale ha accompagnato il confronto tra opere, materiali e visioni provenienti da contesti culturali diversi.

Anche la risposta del pubblico ha confermato il valore della manifestazione sul piano turistico. La presenza di gruppi e visitatori internazionali, insieme alla partecipazione registrata nei mesi di settembre e ottobre, evidenzia una progressiva estensione della stagione di interesse per la città. La scelta di mantenere aperta la mostra fino alla seconda metà di ottobre ha contribuito a distribuire le presenze oltre il periodo estivo, rafforzando il legame tra programmazione culturale e attrattività del territorio.

 

 

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