Gli americani, che poveracci

 Il debito degli USA veleggia verso i quaranta mila miliardi di dollari. Una cifra con tredici zeri!!! Naturalmente questo è l’ammontare dell’insieme dei titoli pubblici emessi, non certo tutto il debito; e  a questo andrebbe sommato quello privato che è superiore! Cioè i “ricchi” del pianeta hanno un debito pari al loro Pil. Fra qualche decennio raddoppierà secondo alcune stime. Tutti i Presidenti promettono di mettere mani a questo problema ma nessuno ci riesce. I giornali riportano la notizia in pagine remote probabilmente per non creare panico o perché ormai tutti si sono assuefatti ad una notizia vecchia se non cronica. Che si fa? come va a finire? Probabilmente come andò a Luigi XIV e all’ancien regime. Per il momento il mercato comincia a chiedersi se valga la pena di accordare ancora fiducia al governo americano e quindi vogliono interessi maggiori per correre il rischio di rimanere con carta svalutata.

 La cosa non è semplice. Si insiste con l’idea di mettere mani al bilancio riducendo le spese e aumentando le entrate magari con i dazi. Ma non si riesce. Peraltro anche noi non siamo riusciti con il “rigore”; e non ci siamo riusciti semplicemente perché il problema non è economico ma finanziario; ma è una differenza troppo sottile per i nostri banchieri e anche per quelli del resto del mondo e quindi questa ricetta del rigore fallisce sempre. Nonostante questi fallimenti (ormai esempi “di scuola”) il resto del mondo finisce con il copiarci nell’aumentare perennemente il debito. Financo l’Europa che quando nacque diceva che mai si sarebbe imitata “la finanza allegra italiana” e mediterranea, adesso tra PNRR e similia anch’essa si è convertita all’allegria dei nostri conti.

 Ma se uno stato spende più di quanto incassa la regola dice che prima o poi il Pil cresce abbastanza da poter ripagare il debito maturato; ma la regola in tempi moderni non si è mai concretizzata in nessuna parte del mondo. Come mai?

 Il mercato sa perfettamente che quel debito non sarà ripagato mai, neanche in parte, ma confida nel suo rinnovo certo. Adesso questa convinzione comincia a vacillare e quindi si devono pagare interessi maggiori per convincere i risparmiatori o i finanzieri a mettere i loro soldi. Fino a quando questi interessi possono salire? Non è questione da poco perchè la salita dei tassi produce perdite in borsa che a loro volta possono deprimere la credibilità del debito pubblico. Quindi la domanda si ripropone sempre più drammatica: fino a quando? Ma se si sa che il debito non sarà pagato mai anche le banche che detengono quei titoli non valgono nulla??? Si, anche quelle non valgono nulla, ma fino a quando il debito viene rinnovato va tutto bene. Peraltro l’immenso Totò l’aveva detto: “quando scade una cambiale che si fa? La si rinnova è ovvio!” evidentemente tutti i finanzieri del mondo che come Totò non hanno una sola lira vera in tasca, sono andati alla sua scuola e quindi sono certi che questa piramide non finirà mai. 

Lo scherzo però finisce qua e inizia il dramma.

 Qualcuno un po’ più perspicace della media potrebbe chiedersi come mai così tanti soldi stanno nelle cripto valute senza percepire interessi? mentre i titoli in dollari o in euro senza interessi non valgono nulla??? Le risposte che si danno a questa domanda sono sempre sbagliate o parziali e quindi si continua a non capire nulla della attuale situazione finanziaria.

 Noi cittadini da che parte stiamo? Crediamo che tutto possa rimanere com’è oppure che quasi, quasi una bella bancarotta di tutti gli stati del mondo potrebbe portare una bella ripulita di ladroni e multinazionali e di Banche centrali? Purtroppo non è così semplice: prima di tirare le cuoia i mammasantissima di tutto il mondo scalceranno moltissimo e, per esempio, potranno mettere le mani nei nostri risparmi detenuti nelle banche anche se questo produrrà ulteriore discredito; oppure le Banche centrali stamperanno soldi per comperare i titoli dello stato che pochi vogliono sottoscrivere e così spingendo ulteriormente l’inflazione.

 Si dirà che è stata colpa della guerra o di quel cattivone di russo o cinese che ha messo mani ai cervelloni della finanza sabotandoli o che qualcuno ha sbagliato a prestare i soldi a certi individui ma la verità è perfettamente visibile adesso come lo era già prima della crisi del 2009: gli stati sono finanziariamente in bancarotta e o si cambia normativa o sarà la fine con conseguente dittatura. Non si sa come andrà precisamente, certo è che i tempi floridi sono finiti e sarebbe utile sapere la ragione vera che ha condotto a questa situazione. Peraltro ci dicono che le nuove tecnologie hanno moltiplicato la redditività delle imprese come mai la situazione rimane fragile?

 Non è questo il luogo e il momento per indicare la soluzione ma è certo il fatto che nessuno, ma proprio nessuno, abbia una idea sul da farsi; quindi esiste una sola ragione possibile: hanno tutti studiato alla stessa scuola e quindi sono tutti sulla strada sbagliata, come è stato nel ’29 o negli anni settanta; e quando sei sulla strada errata non arrivi sicuramente dove vorresti arrivare ma ti ritroverai chissà dove! E così sarà. E forse è meglio così. 

CANIO TRIONE

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