Pasqua: la festa più solenne!

La Pasqua è la festa più solenne della religione cristiana, è importante conoscere le sue origini, la sua storia e i suoi simboli, partendo dalla sua etimologia per comprendere anche la nostra storia e la nostra civiltà.
La parola “Pasqua” deriva dal greco: “pascha”, e a sua volta dall’aramaico o ebraico antico e significa propriamente “passare oltre”.
Gli ebrei volevano ricordare il “passaggio oltre” le loro case, individuate con il sangue dell’agnello sacrificale sugli stipiti delle porte delle loro case, dell’angelo sterminatore mandato da Dio d’Israele per infliggere, l’ultima e più pesante piaga, all’Egitto del faraone: “la morte di tutti i primogeniti”. 
Solo allora il faraone si convinse a liberare dalla schiavitù il popolo ebreo, che guidato da Mosè affrontò il viaggio “esodo” attraverso il deserto del Sinai verso la terra promessa.
Filone di Alessandria, uno dei maggiori pensatori ebraici, afferma che per passaggio si può intendere l’attraversamento del mar rosso del popolo d’Israele avvenuto durante l’esodo, le cui acque erano tenute separate da Mosè in preghiera.Per i cristiani acquisisce il significato di passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo e il passaggio a vita nuova per i cristiani, liberati dal peccato originale proprio dal sacrificio, del suo unico figlio, sulla croce. 
Per cui la principale festa religiosa cristiana celebra la Risurrezione di Cristo, la sua vittoria contro la morte, avvenuta il terzo giorno dopo la sua Crocifissione sul monte Calvario e segna una nuova e imperitura “alleanza” tra Dio e il suo popolo.
La Pasqua introduce anche il concetto della “Parusia” (presenza) che indica la seconda venuta di Cristo e che darà adempimento a tutte le scritture.
Gli ebrei festeggiano la Pesach il quattordicesimo giorno dopo l’inizio dell’anno liturgico così come riportato dalle scritture, mentre la Pasqua cristiana, come narrato nei Vangeli, cade la prima domenica dopo quella ebraica.
Il calendario ebraico inizia il giorno della prima luna nuova, dopo l’equinozio di primavera.Quattordici giorni dopo la fase lunare si evolve da luna nuova (nera)  a luna piena (bianca) e quindi fu stabilito che la Pasqua cristiana fosse celebrata la prima domenica dopo il primo plenilunio della primavera.
Da qui il fatto che la data della Pasqua cristiana è mobile, all’inizio ci furono grande contrasto e divergenze tra la Chiesa di Oriente e quella di Occidente sulla determinazione di questa data.
Con il Concilio di Nicea (anno 325) la data ufficiale dell’equinozio fu spostata dal 25 marzo al 21 marzo poiché all’epoca, a causa delle imprecisioni del calendario giuliano, si erano accumulati quasi quattro giorni di ritardo. 
Secondo il calcolo di Dionigi il Piccolo (525 d.C.), basato a sua volta su quello alessandrino più antico, la data della Pasqua, per la Chiesa cattolica e protestante, cade sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile (inclusi).Si parla quindi di Pasqua “bassa” dal 22 marzo al 2 aprile, “media” dal 3 al 13 aprile, “alta” dal 14 al 25 aprile.
La controversia tra cristiani celti e romani circa la data si concluse, in favore dell’uso romano, solo nel sinodo di Whitby (664 d.C.).
Per la Chiesa d’Oriente che non fa riferimento al calendario gregoriano bensì a quello giuliano, la Pasqua degli ortodossi può cadere tra il 4 aprile e l’8 maggio.
Tradizionalmente la data della Pasqua viene annunciata ai fedeli cattolici dal sacerdote officiante durante la celebrazione della festività dell’Epifania, il 6 gennaio.
La Pasqua regola gran parte dell’anno liturgico, l’inizio della Quaresima e tutte le solennità che seguono come l’Ascensione e la Pentecoste. 
La Pasqua per gli ebrei era una delle tre maggiori solennità nelle quali si compiva il pellegrinaggio collettivo al Tempio di Gerusalemme.Anche Gesù, che seguiva le leggi, vi si recava e la sua morte avvenne, infatti, proprio in coincidenza e in occasione del sul viaggio a Gerusalemme per la pasqua ebraica.
La celebrazione della Pasqua ebraica, deriva da quella più antica legata all’attività agricola che rappresentava la festa della raccolta dei primissimi frutti della campagna, a cominciare dal frumento; si basava su tre riti essenziali: quelli del sacrificio dell’agnello pasquale, del pane azzimo e delle primizie agricole, che venivano offerte il 16 di nisan sotto forma di un manipolo di spighe. 
L’intera festa durava sette giorni, di cui il primo e l’ultimo di festa solenne.
Ancora oggi, la cena pasquale presso gli Ebrei si svolge secondo un preciso ordine detto Seder riprendendo quanto Mosè dispose e cioè: che nel pomeriggio del 14 del mese di abib (detto poi nisan), ogni famiglia ebrea immolasse un agnello (e aspergesse col suo sangue gli stipiti e l’architrave della porta di casa); che le carni della vittima fossero arrostite e mangiate in fretta e in abito di partenti, insieme con pane non fermentato (azzimo senza lievito) e verdure amare, tutto questo per ricordare l’amarezza della schiavitù egiziana e l’immediata partenza verso la terra promessa.
L’usanza vuole anche che il cibo sia consumato in stoviglie particolari e specifiche per questa solennità.
La Pasqua cristiana è preceduta da una settimana (detta settimana santa) in cui vengono commemorati i fatti riguardanti la passione e morte in croce di Cristo, la sua sepoltura e la risurrezione da morte.
La morte in croce, avvenne il venerdì precedente la festa ebraica, che quell’anno cadeva di sabato, per cui la sepoltura di Gesù fu provvisoria, in quando approsinandosi il tramonto e con il giorno successivo Sabato ebraico, in cui è noto era proibita qualsiasi attività, il corpo di Gesù fu avvolto in un lenzuolo candido e deposto nel sepolcro nuovo scavato nella roccia, invece che inumato nel terreno, e il suo corpo non fu cosparso con profumi ed unguenti conservativi e avvolto con fasce o bende.
Queste operazioni furono rimandate al giorno dopo il Sabato cioè Domenica, cosa che, secondo i vangeli, avrebbero svolto le pie donne che recatisi al sepolcro, con tutto il necessario, non trovarono, in realtà, nessuno in quanto Cristo era risorto.  
È interessante notare che la Risurrezione di Gesù viene annunciata da queste donne, che secondo l’antico Diritto ebraico, erano inabilitate a testimoniare!
Un’altra caratteristica è che la resurrezione di Gesù è avvenuta il primo giorno della settimana ebraica e questo ha una valenza fortemente simbolica in quanto, secondo le sacre scritture, Dio aveva dato inizio alla creazione dell’universo il primo giorno della settimana e, in questo stesso giorno si dava inizio ad una nuova creazione.
I cristiani protestanti preferiscono officiare le funzioni pasquali all’alba, i cattolici invece celebrano la Pasqua nella grande Veglia pasquale, un’antica liturgia che parte la sera del sabato santo.
La liturgia si compone di alcune fasi: – Liturgia della Luce che inizia con la benedizione del fuoco, la preparazione e accensione del cero pasquale e l’annunzio detto “Exultet”, – Liturgia della Parola con nove letture dall’Antico e dal Nuovo testamento, – Liturgia Battesimale e Liturgia Eucaristica.
In questa veglia si passa gradatamente dal lutto alla gioia della risurrezione, culmine della sua opera di redenzione, dal buio alla “luce di Cristo”.
La Pasqua è il culmine delle cerimonie del giovedì, venerdì e sabato che costituiscono il “triduo sacro pasquale”, centro e cuore di tutto l’anno liturgico; questo prosegue con l’Ottava di Pasqua, una volta considerata tutta festiva (infatti, per gli ebrei la festa durava una settimana).
Per i cristiani poi continua con il tempo liturgico di Pasqua che dura 50 giorni, inglobando la festività dell’Ascensione e andando fino alla solennità della Pentecoste.
Dopo aver visto l’agnello come primo simbolo, anche la tradizione di regalare uova decorate risale già ai primi cristiani che pitturavano le uova di rosso, per ricordare il sangue di Cristo, le decoravano con croci o altri simboli (una tradizione che dura ancora oggi nei paesi ortodossi e cristiano-orientali). 
D’altronde la simbologia dell’uovo è evidente: dall’uovo nasce la vita, che a sua volta è associata con la rinascita del Cristo, il rinnovamento della vita e quindi la Pasqua. 
Nel corso degli anni le celebrazioni pasquali si sono fuse con quelle pagane dell’arrivo della primavera. 
Tra le tradizioni popolari c’è quella del coniglio pasquale (simbolo della primavera) che a sua volta porta le uova (simbolo di nuova vita). 
Secondo una teoria, questa tradizione sarebbe nata in Germania, ma la questione è tutt’altro che appurata, ciò che è certo che da qui in poi si è arrivati a donare uova di cioccolata avvolte con carte variopinte e colorate.
Una tradizione molto diffusa nei secoli XVIII e XIX nell’Europa centrale e occidentale, meno diffuso nell’Europa meridionale, prima di essere quasi completamente dimenticata è quella del “presepe pasquale”. Il presepe pasquale è una rappresentazione significativa della Pasqua cristiana. Esso può essere utilizzato per illustrare ai bambini il contesto biblico della festa, in modo facilmente comprensibile, riuscendo così ad affrontare apertamente anche temi difficili.
Gli scenari di Gerusalemme che vi si raffigurano sono quelle della via Crucis, generalmente sono: l’ingresso a Gerusalemme, il Giovedì Santo con scene dell’Ultima Cena, la cattura sui Monti degli Ulivi, la condanna di Gesù, la flagellazione, la crocifissione del Venerdì Santo e poi il miracolo della resurrezione. 
Oltre a Gesù nelle varie scene, le statuine più comuni per il presepe pasquale possono essere San Giovanni e  la Madonna Addolorata.
Grazie dell’attenzione e auguri di serenità e soprattutto di pace.Buona riflessione. 
Roberto Kudlicka

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