Sull’arma del delitto utilizzata nel corso dell’omicidio di Bakari Sako, ucciso lo scorso 9 maggio nella città vecchia di Taranto, non vi sarebbe alcuna traccia degli indagati. Lo scorso 8 settembre, il coltello a serramanico con impugnatura in legno sequestrato dagli inquirenti è stato oggetto di accertamenti tecnici volti alla ricerca di tracce biologiche e all’esaltazione delle impronte papillari latenti.
Passando al setaccio le superifici dell’arma, dai controlli sarebbe emersa una traccia biologica umana che verrà analizzata in seguito. La ricerca di impronte papillari latenti, invece, avrebbe riportato esito negativo. Pertanto, non sarebbe emersa alcuna traccia degli indagati nel coltello utilizzato nel corso dell’aggressione al 35enne maliano. L’autopsia eseguita sulla salma della vittima aveva evidenziato tre fendenti, di cui uno solo mortale, causandone il decesso nel giro di pochi minuti.
Per l’aggressione nei confronti di Sako sono attualmente indagati quattro minorenni e due maggiorenni, assistiti dagli avvocati Salvatore Maggio, Andrea Maggio e Fabio Falco. L’esito degli accertamenti sul coltello rappresenta un ulteriore tassello nel mosaico delle indagini tutt’ora in corso.
