Ex Ilva: Attivisti ‘dalla Ruhr si può gemmare la riconversione di Taranto’

“Torniamo dalla Ruhr a Taranto per un progetto ambizioso che intende coinvolgere le istituzioni tedesche, italiane e le popolazioni locali affinché da qui si possa gemmare la riconversione di Taranto.

Porteremo molti tarantini e chiunque voglia respirare l’aria del cambiamento culturale necessario.

Qui è una realtà, adesso tocca a noi”. Lo sottolineano Luciano Manna di Veraleaks e Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, 15enne di Taranto morto nel 2019 per un sarcoma ai tessuti molli, malattia che i genitori mettono in relazione alle emissioni dell’ex Ilva.
    “La conferma dello stop degli impianti ex Ilva di Taranto – aggiungono – è arrivata anche qui. Oggi siamo nella Ruhr e da qui intendiamo costruire una proposta per il nostro territorio perché in questo luogo, già più di 20 anni fa, hanno bonificato un territorio di 800 km quadrati con più di due milioni di abitanti in 17 città che ospitavano attività industriali: acciaierie, cokerie ed estrazione del carbone. Stiamo visitando Duisburg, Hessen, Hattingen e Bochum”.
    Manna e Luccarelli stanno preparando “un report ambientale che – riferiscono – conferma l’impatto ambientale della fabbrica ex Ilva Acciaierie d’Italia. Se la fabbrica chiude, quindi, abbiamo il dovere di denunciare i responsabili che hanno detto al Ministero di aver inquinato anche nel 2025. Nella giornata di domani faremo una sintesi dei dati che Acciaierie d’Italia ha comunicato al Ministero: una vera e propria ammissione di colpa da parte dei gestori che hanno ammesso di aver inquinato oltre i limiti di legge nel corso dell’anno 2025 con i loro impianti in marcia. Poi torniamo a Taranto e portiamo tutto in Procura”.
    Quanto “peseranno in termini sanitari questi ulteriori dati? Chi pagherà per queste ammissioni? Porto la maglia di Giorgio – dice Carla Luccarelli – sull’altoforno 5 dell’acciaieria di Duisburg, a 70 metri di altezza, affinché sia ben visibile a tutti l’impatto sanitario che crea una fabbrica come questa, qui chiusa e bonificata più di 20 anni fa dove oggi sono in visita scolaresche di scuole medie e elementari. Sono cittadini europei anche i bambini di Taranto?”.

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