In Puglia stanno bandendo i pomodori genuini crudi, di produzione artigianale, dalle mense scolastiche, ospedaliere e dalla ristorazione collettiva destinata ai consumatori cosiddetti fragili per la presunta insorgenza della salmonella.
La notizia è quella di alcune analisi che avrebbero rilevato la presenza di un lotto contaminato dalla salmonella ‘Strathcone St2559’, in una partita proveniente da Caltanissetta.
Il Dipartimento di Prevenzione della Regione Puglia ha registrato anche dei focolai di salmonellosi a settembre 2026. Lo stesso sarebbe avvenuto in Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia.
Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione della Task Force nazionale.
La fragilità delle persone è ormai il target privilegiato dalle istituzioni. Dovunque, ce ne sono. È un modo per discriminare categorie di persone con la patente del buonismo.
È una questione di affidabilità epidemiologica. Se l’allarme fosse reale, la precauzione sarebbe opportuna. Altrimenti sarebbe esagerata, ove non fosse di natura strumentale.
L’estromissione del pomodoro ciliegino fresco, da quelle mense, ne comporterà l’acquisto dai canali della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) che riesce sempre a guadagnare dalle emergenze, a dispetto dell’agricoltura spicciola.
È un modo per farci mangiare pomodori belli, ma di peggiore qualità, di produzione industriale.
Con la complicità prezzolata della filiera della GDO, quanto meno propineranno concimi e pesticidi su quegli ortaggi ornamentali!
Si profila l’ennesimo attacco, all’agricoltura e al salutismo nostrano, da parte di una forma commerciale di massoneria multinazionale, con esiti infausti sulla vita pubblica, a cominciare da quella alimentare.
Sta monella! Alla faccia della Salmonella.
