Fare dell’arte uno strumento concreto di partecipazione e relazione, favorendo nuove connessioni tra welfare, cultura, scuola, salute e terzo settore.
È questo l’obiettivo di ‘Oltre l’Inclusione’, il festival internazionale promosso dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia in collaborazione con Puglia Culture, ideato e realizzato da Opera Omnia, nell’ambito dell’azione pilota regionale dedicata alla promozione di pratiche teatrali e formative rivolte alle persone con disabilità.Il progetto, in programma fino al 22 ottobre a Bari, Trani, Barletta e Andria, coinvolgerà persone con e senza disabilità, minori e famiglie, insegnanti, operatori, artisti, associazioni e cittadinanza attraverso percorsi formativi, danza inclusiva, teatro, laboratori, spettacoli e momenti di confronto.
Il festival si articola in un percorso diffuso che prende il via oggi a Bari con un focus dedicato al Teatro Patologico, con la partecipazione del regista e fondatore Dario D’Ambrosi, e una tavola rotonda sul rapporto tra teatro, pratiche inclusive e inserimento lavorativo nelle arti performative. Da domani al 4 ottobre, a Trani si terranno due workshop dedicati alla danza.
Il 21 ottobre, a Barletta, il teatro Curci ospiterà la Compagnia Berardi/Casolari con LidOdissea. Ultimo appuntamento il 22 ottobre ad Andria, nel Chiostro di San Francesco, con il convegno internazionale ‘Art On Prescription: le Arti fanno bene alla salute?’.
“Vogliamo promuovere una visione delle politiche per la disabilità che affianchi ai servizi nuove occasioni di espressione, autonomia e protagonismo. L’arte può svolgere un ruolo concreto in questo percorso, spiega Cristian Casili, assessore regionale al Welfare e allo Sport – perché riconosce e valorizza capacità e linguaggi differenti, creando possibilità che spesso restano inesplorate. Con questa sperimentazione vogliamo comprendere fino in fondo il potenziale delle pratiche artistiche e costruire strumenti utili a rendere le politiche regionali sempre più attente alle capacità e alle aspirazioni di ciascuno”.
