L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha inteso premiare con medaglie due eroici pugliesi, ossia Domenico Demattia che – pur insieme ad altri – salvò una bambina attaccata e ferita da un lupo in un parco pubblico di Noicàttaro la sera del 15 agosto scorso, e Domenico Capriello che lottando e rimanendo ferito da un altro lupo salvò una bambina la successiva sera del 20 agosto in un resort turistico di Gallipoli. Entrambi gli animali, grazie all’analisi del Dna, sono risultati lupi puri, ma non sono mai stati catturati.
Per arrivare all’ultima premiazione conosciuta di tal tipo in Italia bisogna tornare al 23 agosto 1839 quando durante un attacco l’agricoltore Francesco Silvestri uccise con un colpo di accetta il famoso lupo di Pacentro, in quello che oggi è il Parco Nazionale della Maiella, che in sei mesi aveva ucciso e divorato undici persone, ferendone altre nove. Silvestri fu premiato anche con ben 60 ducati, pari a 5 stipendi mensili medi odierni, da re Ferdinando II di Borbone, sovrano del Regno delle Due Sicilie. Invece i signori Domenico Demattia e Domenico Capriello a oggi, alla fine di settembre 2026, a quanto ci risulta non sono stati premiati in alcun modo, neppure con una lettera, da parte della Prefettura, Comune, Provincia o Regione Puglia. E neppure dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali – pur nel suo piccolo – consegnerà le medaglie nei prossimi giorni, come riconoscimento per l’altruismo e abnegazione dimostrate salvando due bambini dalle tentate predazioni dei lupi, affinché tali eroici atti siano d’esempio per la collettività.
Sia il lupo dell’attacco di Noicàttaro sia quello dell’attacco di Gallipoli non sono mai stati catturati o abbattuti come prevede l’art.16 della Direttiva Habitat, rappresentando tuttora un pericolo per la collettività. A oggi la cosiddetta task force operante a Noicàttaro non è riuscita a catturare nessuno dei lupi responsabili, e in particolare quello dell’attacco di Ferragosto. Solo una giovane femmina è stata catturata, ma dall’analisi del Dna è stato dichiarato che non ha mai attaccato nessuno. Ipotesi tuttavia non da escludersi con assoluta certezza, perché del lupo che ha attaccato e ferito una bambina a Noicàttaro il 21 luglio non è stato raccolto alcun Dna, mentre quello del lupo che ha attaccato e ferito una bambina il 4 agosto si è detto che fosse insufficiente. In tale ottica quindi l’eventuale liberazione di questa lupa rappresenta una grave responsabilità civile e penale per chi decidesse la reintroduzione.
