Marina militare, termina esercitazione Smerex 2026 nel Golfo di Taranto

Termina domani, nelle acque del Golfo di Taranto, l’Italian Submarine Escape and Rescue Exercise 2026 (IT-Smerex), esercitazione internazionale della Marina Militare dedicata alla ricerca, al soccorso e alla fuoriuscita da un sommergibile sinistrato.

Avviata il 14 settembre, l’attività punta a verificare la catena di allarme nazionale e internazionale, testare le procedure di intervento e consolidare l’interoperabilità tra gli assetti italiani e alleati.
    Lo scenario addestrativo prevede un sottomarino in avaria sul fondo e l’attivazione della complessa macchina del soccorso.

A svolgere il ruolo di unità sinistrate sono i sommergibili Gianfranco Gazzana Priaroggia e Romeo Romei. Tra gli assetti impegnati figurano la fregata Carabiniere, il cacciamine Termoli, il moto trasporto fari Capri e le navi di salvataggio Anteo e turca TCG Alemdar.
    Oggi, a bordo di Nave Anteo, sono stati illustrati gli equipaggiamenti dei Gruppi Operativi di Comsubin.
    “L’Italia – ha spiegato l’ammiraglio Francesco Milazzo, comandante dei Sommergibili (Maricosom) – è un Paese leader nel settore. La nostra scuola sommergibili gestisce il corso per formare coloro i quali dovranno poi gestire le operazioni di sicurezza. L’Italia ha una lunghissima tradizione nella gestione degli assetti. Nave Anteo è una nave che ha i suoi anni ma che a breve verrà sostituita da altre due navi più moderne”.
    L’ammiraglio Stefano Frumento, comandante di Comsubin, ha illustrato il lavoro del personale. “C’è un team formato non solo da palombari che realizzano fisicamente l’isola galleggiante – ha detto – ma anche da personale sanitario, quindi un medico e un infermiere abilitato in medicina subacquea iperbarica che danno il primo soccorso”. In campo anche lo Spag (Submarine Parachute Assistance Group) italiano, un’unità militare composta da personale altamente specializzato nel recupero di sottomarini che sono adagiati sul fondo.

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