Al rientro dalle ferie, oltre ai cittadini, anche gli avvocati hanno trovato una brutta sorpresa: su Corso Italia, nei pressi del Palazzo di Giustizia, sono stati eliminati svariati posti auto per consentire la realizzazione delle fermate BRT.
In una zona nella quale trovare parcheggio era già estremamente difficile, la soppressione di ulteriori stalli non può essere considerata un dettaglio. Il problema riguarda tutti coloro che ogni giorno devono raggiungere il Palazzo di Giustizia, traducendosi in un disagio particolarmente grave per tutti gli attori impegnati nelle attività della Giustizia.
Parliamo di figure spesso non residenti a Taranto e costretti a utilizzare l’automobile perché i collegamenti pubblici non sempre sono compatibili con gli orari delle udienze e con le esigenze dell’attività professionale.
Un avvocato, ad esempio, può essere chiamato a partecipare a più udienze nella stessa mattinata, in orari differenti, e spesso deve spostarsi rapidamente dal proprio studio al Tribunale, all’Ufficio del Giudice di pace, al Tribunale per i minorenni, al carcere o presso altri uffici. Deve trasportare fascicoli, codici, computer e documenti, assicurando puntualità e presenza nell’interesse dei propri assistiti.
Per chi parte da uno dei Comuni della provincia, lasciare l’automobile lontano dal Tribunale non rappresenta sempre una soluzione concretamente praticabile. Significa anticipare ulteriormente la partenza, affrontare il traffico, cercare a lungo un parcheggio e rischiare di non trovarlo e comunque di arrivare in ritardo in udienza.
E in Tribunale un ritardo non è una semplice seccatura. Può incidere sulla difesa di una persona, sul regolare svolgimento di un processo e sull’organizzazione di un’intera giornata di udienze.
Naturalmente, il problema non riguarda soltanto gli avvocati. Riguarda anche il personale amministrativo, consulenti, testimoni, parti processuali e cittadini utenti del servizio giustizia.
Tra loro vi sono persone anziane, persone con difficoltà motorie e famiglie costrette a raggiungere il Tribunale per vicende spesso delicate e dolorose.
Sono favorevole alla modernizzazione del trasporto pubblico e ad una mobilità più sostenibile. Ma sostenibilità e funzionalità devono procedere insieme. Non si possono eliminare parcheggi in prossimità di un ufficio pubblico essenziale senza avere prima realizzato valide alternative.
Occorre sapere con chiarezza:
• quali parcheggi compensativi saranno realizzati e con quali tempi.
• quali soluzioni saranno garantite alle persone anziane o con disabilità.
Non si chiedono privilegi per la categoria forense. Si chiede di poter esercitare dignitosamente e puntualmente una funzione indispensabile per la tutela dei diritti dei cittadini.
L’avvocato non si reca in Tribunale per una necessità privata ma per garantire il diritto di difesa, che la Costituzione riconosce come inviolabile. Rendere sempre più difficile l’accesso al Palazzo di Giustizia significa creare ostacoli al funzionamento stesso della giustizia.
L’Amministrazione comunale apra immediatamente un confronto con l’Ordine degli Avvocati, con gli operatori della giustizia e con i cittadini; provveda immediatamente a mettere a disposizione l’area adibita a parcheggio della nuova piscina, nonché altra area nei pressi del Palazzo di Giustizia.
La BRT può rappresentare un’opportunità per Taranto, ma non può essere realizzata trasferendo tutti i disagi sui lavoratori e sull’utenza.
Una città moderna non elimina soltanto parcheggi: prima programma, ascolta e costruisce alternative.
Egidio Albanese.
La voce di Taranto
