C’è un pugno che si alza sopra la folla, nel manifesto della XVII edizione de “La Notte dei Briganti”. È un pugno piccolo, il pugno di un bambino, e incontra un sole che sorge. Non è una scelta casuale: è il cuore del racconto che l’associazione Sud in Movimento ha costruito attorno alla parola scelta per l’edizione 2026, Libertà, e che dal 28 al 30 agosto animerà il palco naturale delle Cave di Fantiano con tre giornate di musica, incontri e confronto civile, come sempre a ingresso libero.
“Quel bambino – spiegano gli organizzatori – non ha un nome e non ha un luogo, perché può essere chiunque e trovarsi ovunque: a Gaza, dove la guerra travolge ogni giorno l’infanzia, ma anche molto più vicino, a Taranto, dove le ferite dell’inquinamento industriale pesano soprattutto sui più piccoli. Il suo pugno alzato rappresenta ciò che dovrebbe essere più lontano da ogni ingiustizia e, allo stesso tempo, ciò da cui ogni futuro deve ricominciare. Perché la libertà è il diritto di crescere, respirare, vivere, scegliere il proprio futuro. Un diritto da garantire a chi verrà dopo di noi”.
Sarà l’arte a inaugurare la tre giorni, venerdì 28 agosto, con l’assemblea pubblica “L’Arte della Libertà”. A dialogare con il pubblico delle Cave saranno Priscilla, drag artivist che ha fatto della propria arte uno spazio di resistenza e di contrasto a ogni forma di discriminazione, e Cristina Carelli, presidente di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, la più grande rete italiana di centri antiviolenza. Due voci diverse, unite dalla stessa convinzione: che la libertà si difende ogni giorno, con il corpo, la parola e l’impegno.
Poi la musica prenderà il palco. Ad aprire saranno i Terragrott, giovanissima formazione di musica popolare nata dalla passione per le tradizioni pugliesi e del Meridione, seguiti dal Giancarlo Paglialunga Trio, una delle voci più autorevoli della musica popolare salentina, capace di intrecciare tradizione e nuove sonorità. Gran finale con i Folkabbestia, che portano alle Cave di Fantiano il loro tour dei 30 anni: tre decenni di folk irriverente e contaminato che ha fatto ballare intere generazioni.
La seconda giornata, sabato 29 agosto, entra nel vivo del legame tra il tema di quest’anno e il territorio. L’assemblea pubblica “Taranto Libera” darà voce a cittadini, comitati e associazioni che da anni si battono per il diritto alla salute e per un futuro produttivo diverso, in una città dove la libertà di respirare e di crescere senza paura non è mai stata scontata.
Anche il palco musicale parlerà quella lingua. Ad aprire sarà Quinto Belmonte, artista della provincia tarantina che nelle sue canzoni racconta il legame con la propria terra con uno stile diretto, rime taglienti e una forte voglia di rivalsa. A seguire Mike Gregucci, cantautore e performer che intreccia musica, teatro e ironia in uno spettacolo che sorprende dall’inizio alla fine. La chiusura è affidata a una delle band simbolo della musica militante italiana: i Modena City Ramblers, oltre trent’anni di concerti in Italia e in Europa e un’identità che ha fatto del folk uno strumento di racconto, memoria e partecipazione.
Il gran finale, domenica 30 agosto, appartiene proprio a loro, i protagonisti del manifesto: con “La Mattina dei Briganti e delle Brigantesse”, realizzata insieme all’ASD Fortitudo Grottaglie, le Cave si trasformano in uno spazio di gioco e sport dedicato a bambine e bambini. Ad accompagnare la mattinata non ci sarà un palco, ma la musica spontanea di chi vorrà imbracciare un tamburello: una grande ronda collettiva di pizzica, nata dal basso e aperta a tutti, che chiuderà la XVII edizione nel modo più autentico. Una chiusura che è anche una dichiarazione d’intenti: restituire ai più piccoli il centro della scena e con loro l’idea che ogni futuro debba necessariamente ricominciare da lì.
