La presenza delle eccellenze pugliesi nella cena di gala dei Giochi del Mediterraneo, firmata dallo chef Andrea Berton, rappresenta per lo chef Donato Carra un motivo di orgoglio, ma anche l’occasione per aprire una riflessione sul modo in cui viene raccontata e valorizzata la cucina della regione.Nel menu della serata hanno trovato spazio prodotti fortemente identitari come le cozze tarantine, l’olio extravergine di oliva pugliese, le olive e i sapori del mare.
“Apprendo con piacere che la cena di gala dei Giochi del Mediterraneo è stata firmata da Andrea Berton e che nel menu hanno trovato spazio le nostre eccellenze – dichiara lo chef Donato Carra –. È un riconoscimento importante per la nostra terra e sono orgoglioso che la Puglia possa essere conosciuta e apprezzata attraverso i suoi prodotti”.
Carra, però, invita a non fermarsi alla semplice valorizzazione della materia prima.
“La Puglia non è soltanto una materia prima da utilizzare per impreziosire il menu di uno chef di fama nazionale. È cultura gastronomica, storia, tecnica, sacrificio e soprattutto donne e uomini che ogni giorno trasformano quei prodotti in identità”,sottolinea.
Per lo chef pugliese, la collaborazione tra grandi protagonisti della cucina italiana e territori rappresenta un’opportunità preziosa, soprattutto quando permette di accendere i riflettori sulle produzioni locali.
“Ben venga la grande cucina quando incontra il nostro territorio e ben venga la contaminazione quando significa valorizzare ciò che abbiamo. Ma sarebbe altrettanto importante dare spazio anche a chi questa cucina la racconta, la custodisce e la difende 365 giorni l’anno, spesso lontano dai riflettori”.
Il ragionamento di Carra coinvolge l’intera filiera.
“Le cozze tarantine non sono semplicemente un ingrediente. L’olio pugliese non è semplicemente un condimento. Il pane, il pomodoro, le olive e il pesce non sono soltanto prodotti: sono la memoria di una terra e il lavoro di intere generazioni”.
Una visione che mette al centro non soltanto i cuochi, ma anche produttori, pescatori, agricoltori e tutti gli operatori che contribuiscono quotidianamente a mantenere vivo il patrimonio gastronomico regionale.
“Valorizzare la Puglia significa valorizzare i suoi cuochi, i suoi produttori, i suoi pescatori e tutta quella filiera che ogni giorno rende possibile questo patrimonio”, afferma Carra.
Il messaggio dello chef è quindi un invito a trasformare la visibilità offerta dai grandi eventi in una concreta occasione di riconoscimento per l’intero territorio.
“Da pugliese sono orgoglioso che il mondo possa assaggiare la nostra identità. Ma la Puglia non ha bisogno soltanto di essere raccontata dai grandi chef: ha bisogno di essere ascoltata, rispettata e riconosciuta da chi la cucina la vive ogni giorno”.
Una riflessione che si conclude con una definizione precisa dello spirito che dovrebbe accompagnare la cucina mediterranea:.
“Condivisione, identità e rispetto. È questa, per me, la vera cucina del Mediterraneo”.
