Abbiamo il “Bari climate heritage protection lab”!

Se andate a visitare Brindisi potrebbe capitarvi di visitare quel bellissimo Palazzo che contiene il capitello che coronava la colonna terminale della via Appia. Rimarrete stupefatti della sua bellezza che potrete quasi toccare; mentre quando stava al suo posto era troppo lontano per poterlo apprezzare nei dettagli; però non potrete non chiedere al custode come mai sia stato rimosso. Lui risponderà che è stato necessario per preservarlo dalla minaccia dei fumi provenienti dagli stabilimenti petrolchimici brindisini. Si tratta di sostanze che -libere nell’aria- consumano il marmo!!! Dopo duemila anni e aver superato barbari e barbarie di ogni genere adesso i barbari della tecnologia possono distruggere tutto in poco tempo! Noi ci auguriamo che il custode e gli “scienziati” che hanno indotto a questa scelta si siano sbagliati per eccesso di zelo, ma la mente non può non andare alla vicina Taranto e alle conseguenze sulla salute pubblica della strana idea di sviluppo del Sud che si otterrebbe collocando qui gli altrui stabilimenti dell’industria di base di cui altri beneficiano. Idea sostenuta per decenni dagli “economisti” più influenti. Se i giudici hanno oggi riconosciuto incompatibile il funzionamento dell’Ilva con la salute pubblica, la stessa cosa deve essere per Brindisi. Se il capitello della colonna della via Appia deve essere preservato anche i nostri polmoni dovrebbero meritare pari attenzione. 

Mentre gli stabilimenti di Brindisi continuano indisturbati a riversare nell’aria veleni vari, a Bari hanno presentato la candidatura al progetto “Icarus” finalizzato alla protezione del patrimonio culturale dai cambiamenti climatici. Verrà costituito il “Bari climate heritage protection lab” che sarà una piattaforma permanente frequentata dai soliti; dipendenti pubblici di ogni genere; dal comune alle autorità regionali, le università, e saranno ospitati anche cittadini ed imprese. Per fare che? Per difendere i monumenti e le piazze del Murattiano, del Libertà e della Madonnella dai colpi di calore, dalle piogge torrenziali, dall’innalzamento del mare, dall’erosione costiera,…e ci fermiamo qui per rispetto del lettore; può sembrare uno scherzo ma è proprio così. Sembra che financo la assessora al Clima Elda Perlino ci creda fino a dichiarare che l’obiettivo è “superare la frammentazione degli interventi e fornire alla città strumenti concreti per trasformare la conoscenza dei rischi in azioni concrete di prevenzione e gestione nel lungo periodo”. Cioè questo fuoco di sbarramento di retorica neo ambientalista o neocomunista nasconde propaganda della nuova sinistra e la volontà di spendere nuovi soldi a loro discrezione; probabilmente perché si vocifera di un nuovo PNRR voluto dai beneficiati del primo (i politicanti di ogni categoria) visto il gran successo dell’attuale. Nel frattempo si fa propaganda a questa emergenza climatica fidando del gran caldo che usualmente fa in estate e che fin dai tempi di mio nonno ci si lamentava immancabilmente ogni anno come fosse insopportabile.

 Nessuna preoccupazione per le tante emergenze -come la sanità- prive di finanziamenti adeguati ma preoccupazione per i colpi di calore e per le piogge sui monumenti; un pò come il BRT di Bari vero monumento al disprezzo per la questione sanità e relativo buco di bilancio.

 Se si vuole contrastare veramente il caldo serve piantumare nuovo verde e difendere l’agricoltura attuale, non certo spendere altri soldi a casaccio! Serve bloccare le nuove edificazioni e le nuove strade non certo difendere i monumenti dal nulla! Serve fermare la produzione di calore dei condizionatori d’aria e dei motori endotermici cioè serve fermare gli effetti climalteranti della moderna tecnologia non certo sparare dichiarazioni deliranti e prive di significato se non quello di spendere soldi fine a se stessi! Serve fermare gli impianti industriali altrui improvvidamente situati in Puglia che producono calore e veleni che uccidono la gente e allontanano i turisti in cambio di pochissimi posti di lavoro! Serve fermare l’agricoltura idroponica e iperintensiva che sotto le mentite spoglie della agricoltura in realtà saccheggiano suolo e aria e acqua per produrre prodotti immangiabili. 

Il fatto che nessuno dei politicanti coinvolti abbia profferito verbo su queste elementari verità significa che nessuno vuole fare probabilmente nulla! vogliono solo recitare la parte neoambientalista assegnatagli (peraltro sballata)! perché sanno che andare contro la tecnologia e raffreddare il pianeta è come svuotare il mare con un cucchiaio.

 Nel frattempo in molti nei loro itinerari scanseranno Brindisi …

 CANIO TRIONE

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