2,9 milioni di italiani dichiarano di essere stati vittime di truffe o pratiche scorrette legate alle bollette di luce e gas. Il 59,2% di loro non ha mai presentato denuncia, convinto che il danno sia troppo piccolo o che i soldi persi non siano recuperabili.
Il fenomeno colpisce anche la Puglia. Le associazioni dei consumatori segnalano contratti non richiesti, attivazioni ottenute senza un consenso realmente consapevole, pratiche commerciali aggressive al telefono e porta a porta.
«Il dato nazionale sulle mancate denunce deve farci riflettere anche in Puglia – dichiara Giulio Pastore, Delegato Regionale Puglia di Consumerismo –. Nei nostri territori raccogliamo ancora casi in cui il consumatore si accorge del problema solo alla prima bolletta, o quando scopre di essere stato trasferito a un altro fornitore. A quel punto spesso non sa a chi rivolgersi e rinuncia a far valere i propri diritti. Non vogliamo criminalizzare chi vende: esistono operatori e reti commerciali che lavorano correttamente. Ma proprio per questo va isolato chi usa metodi aggressivi o ingannevoli. Un mercato sano tutela anche gli operatori seri».
RETI COMMERCIALI: LA RESPONSABILITÀ RESTA DEI FORNITORI
Molti contratti arrivano tramite agenzie, call center e società esterne. Per Consumerismo questo sistema non può servire a separare i profitti dalle responsabilità: il fornitore che sceglie una rete commerciale, la remunera e incassa sui contratti prodotti, deve anche controllare come quella rete opera sul territorio. Non regge la logica per cui il contratto andato a buon fine è merito dell’azienda, mentre il comportamento scorretto diventa colpa esclusiva dell’agenzia.
IL PARADOSSO: IL COSTO DELLE TRUFFE RICADE SULLO STATO
Raffaella Lauciello, Delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit, punta il dito sulle ricadute economiche del fenomeno:
«C’è un paradosso che va denunciato con forza. Se un cittadino allaccia abusivamente un cavo e ruba corrente elettrica, commette un reato ed è soggetto ad arresto. Se invece è il consumatore a subire un’attivazione mai richiesta, un cambio fornitore inconsapevole o un addebito illegittimo, l’impianto sanzionatorio si dissolve. Il costo finisce per essere assorbito dallo Stato, attraverso bonus e fondi pubblici di sostegno.
Si crea così un corto circuito intollerabile: strumenti nati per aiutare le famiglie in difficoltà finiscono per compensare i danni prodotti da comportamenti commerciali scorretti, gonfiando bilanci aziendali e premi di manager disonesti. Le speculazioni restano private, i costi sociali ricadono sui contribuenti. A Bari non ci rassegniamo: un contratto non richiesto o una bolletta anomala non sono un destino ineluttabile. I nostri sportelli territoriali sono a disposizione dei cittadini per verificare le fatture, richiedere la documentazione e avviare le contestazioni necessarie».
Il tema si inserisce nel dibattito sulle nuove regole per il teleselling nel settore energia, che hanno inasprito gli obblighi a carico degli operatori e rafforzato la tutela dei consumatori contro i contatti commerciali non richiesti.
Consumerismo No Profit raccomanda ai cittadini di proteggere i propri dati personali, in particolare i codici POD e PDR, e di richiedere sempre la documentazione contrattuale scritta prima di dare qualsiasi consenso.
