Tutti al mare

 Al Canalone (nota spiaggia popolare e quindi libera barese) alcuni giovani volontari supportano i bagnanti in cambio di un libero contributo, una mancia, una elemosina (chiamatela come volete) cosa non passata inosservata ai media locali. Probabilmente la cosa si protrae da anni ma oggi è un fenomeno divenuto noto.

 Si sa, i giovani sono creativi e quindi capaci di creare un mondo che oggi non c’è e questo hanno fatto questi volontari aguzzando l’ingegno. Se ti inventi il lavoro devi, prima di tutto, scansare lo stato e la sua burocrazia, poi devi lavorare senza sottostare ai contratti collettivi e ai famigerati “diritti” ed infine devi rassegnarti alla dura realtà comune a tutti gli imprenditori: cioè che sei all’elemosina. Magari conviene avere qualche amico nei Palazzi ma quello, si sa, “va sens dire”: non serve neanche dirlo. Questa è la realtà.

 Qualcuno, nei Palazzi delle Istituzioni potrebbe chiedersi se sia mai possibile che per costoro non esistono regole sulla cosiddetta “sicurezza sul lavoro”? è mai possibile che, come insegna lo sceriffo di Nottingham, il fisco non abbia diritto a metterci il naso? è mai possibile che l’orario di lavoro sia “libero”? e del divieto di lavorare nelle ore più calde all’aperto? se ne fregano? e la previdenza? che succede alla loro maggiore età (meglio detta vecchiaia)? chi se li terrà e chi pagherà? È il peloso interesse di chi non vede di buon occhio il lavoro libero. 

Fino a che il cattocomunismo di maniera dominerà nelle menti dei politicanti forse la scanseranno ma quando qualcuno degli occupanti dei Palazzi delle Istituzioni si farà venire il desiderio di prendersi parte delle mance, cioè dei proventi di questi volontari scatteranno i “controlli”. I ragazzi forse resisteranno come accaduto per le artigiane delle orecchiette di Bari Vecchia, ma è sicuro che saranno risucchiati nel mondo della burocrazia e cioè del controllo pubblico, moderno Soviet, in vigore in Europa. Questo è il “progresso” di sinistra e di destra che spadroneggia nelle stanze dei bottoni mentre -ci dicono- il mondo libero è una cosa del passato arretrato.

 I ragazzi volontari sanno perfettamente che i dipendenti pubblici deputati ai controlli quando si accorgono che qualcuno sta guadagnando qualcosa (per meglio dire: quando vedono qualcuno maneggiare soldi anche se solo monetine) scatta l’invidia e lasciano momentaneamente le amate scrivanie simbolo del loro potere per andare a rallentare se non fermare gli ardimenti giovanili di questi volenterosi volontari e riportarli nella “giusta” strada che è quella di lavorare per loro. I ragazzi lo sanno ma attendono pazienti che qualcosa accada, poi si pensa; per il momento non hanno messo a terra che pochi spiccioli e quindi non rischiano molto…già, il punto vero per tutti, italiani (e non), piccoli e grandi, volontari e imprenditori è questo: non ci si fida dello stato che è percepito come il nemico pubblico numero uno; quindi nessuno rischia del suo; se c’è un “aiuto”, una Zes, allora forse ci si avventura! diversamente andiamocene al mare per godercelo o per chiedere l’elemosina; poi si pensa!

 Il potere può essere di due tipi: quello di chi fa del male ed è rispettato per questo. Un capo mafioso può fare male e quindi è scansato o rispettato. E poi c’è il potere di chi fa del bene; un grande medico che guarisce, un prete che consola, un volontario che ti aiuta, sono potenti, anche molto più del capo mafia, ma perché fanno bene non male, e noi stiamo dalla parte di questi ultimi. Conviene cominciare ad accorgerci di queste elementari differenze e agire di conseguenza.

 Il potente cattivo è sempre presente nella nostra vita ed è sempre pronto a minacciare una multa, una ritorsione, una vendetta, insomma un male grande per avere la tua sottomissione. Spetta a noi non intimidirci.

 CANIO TRIONE

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