La chiusura dell’area a caldo dell’ex lva di Taranto deve essere attuata e il provvedimento della Corte d’Appello di Milano è stato anche immesso nella data room che contiene tutti i dati sull’ex Ilva. A dirlo è il ministro Adolfo Urso nel vertice in corso al Mimit sull’ex Ilva con le istituzioni della regione Puglia e di Taranto.
“Dobbiamo necessariamente prendere atto della decisione della Corte d’Appello di Milano, che dispone la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni, a cui i commissari straordinari devono dare attuazione”.
Alla luce del nuovo scenario, Jindal ha presentato una proposta aggiornata sull’intero perimetro aziendale, che tiene conto della chiusura dell’area a caldo che i commissari stanno valutando.
Il ministro ha annunciato anche investimenti: “Sono già disponibili varie aree, valuteremo con gli enti locali procedura per accompagnare gli investimenti. Nelle interlocuzioni con Jindal i commissari avevano già condiviso che le aree non necessarie alle attività siderurgiche potessero essere rese immediatamente disponibili nell’ambito del Tavolo Taranto. Si tratta di circa 170 ettari, 140 dei quali già bonificati, destinati a ospitare nuovi investimenti. A questi si aggiungono 450 ettari dell’Autorità di sistema portuale e oltre 350 ettari di aree ex militari dismesse o in corso di dismissione”.
