Reparti pieni oltre ogni limite, ricoveri rallentati per mancanza di posti letto, pazienti in attesa sulle barelle nei corridoi e personale sanitario costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili. È la fotografia della sanità in provincia di Taranto dove, secondo gli standard della programmazione sanitaria nazionale e regionale, mancano circa 320 posti letto. Una carenza che pesa ogni giorno sul sistema ospedaliero e che, con l’aumento della popolazione durante la stagione estiva, mette ulteriormente sotto pressione i pronto soccorso di Martina, Castellaneta e Manduria, oltre quello del SS Annunziata.
A denunciare è Renato Perrini, vice presidente del consiglio regionale, che in questi giorni sta facendo sopralluoghi nelle strutture sanitarie. “Si continua a penalizzare Taranto rispetto ad altre realtà ” dice il consigliere di Fratelli d’Italia. “Alla Asl di Bari le risorse aumentano mentre sul territorio ionico, cenerentola della Puglia, si continua a tagliare”.
Nel Barese ci sono 5 pronto soccorso, nella provincia di Taranto solo uno. “Ad aggravare il quadro è il blocco del privato accreditato”, denuncia Perrini. Le strutture sanitarie convenzionate che potrebbero alleggerire il carico di lavoro che grava sugli ospedali pubblici si trovano vincolati a causa di tetti di spesa ormai saturi e invalicabili fissati dalla Regione. Per questo il vice presidente del consiglio regionale chiede, con una interrogazione, come intende intervenire la giunta per evitare il collasso definitivo del pronto soccorso a Taranto ed il cronoprogramma aggiornato per la piena attivazione dell’ospedale san Cataldo.
