Nei campi salentini di Nardò e Galatina, dove i braccianti agricoli sono impegnati in questi giorni nella raccolta di pomodori, peperoni e angurie, è emersa “una generale attenzione alla regolarità contrattuale dei lavoratori” anche se “in alcune realtà permangono criticità tra dispositivi di protezione individuali spesso assenti (a partire da calzature adeguate, guanti, cappelli) e mancanza di bagni chimici”.
Lo rileva la Flai Cgil Puglia all’esito del sopralluogo effettuato oggi nell’ambito delle ‘Brigate del lavoro’, la campagna del sindacato di strada che raggiunge i braccianti nei campi, offrendo assistenza legale e informazioni sui loro diritti.
All’iniziativa hanno partecipato Donatella Tanzariello, responsabile del Cir (Consiglio Italiano Rifugiati), Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Puglia e l’assessora regionale alle Politiche migratorie Silvia Miglietta.
“In provincia di Lecce – ha detto l’assessora – le condizioni di lavoro sono migliorate, i contratti sono più spesso regolari, l’accoglienza funziona meglio rispetto ad altri territori.
Questi progressi, frutto del lavoro e dell’impegno di anni, non sono un punto di arrivo. Restano alcuni nodi aperti come la sicurezza, il trasporto, l’intermediazione tra domanda e offerta su cui continueremo a lavorare. La lotta allo sfruttamento e al caporalato si vince con la tenuta nel tempo di una rete tra Regione, Comune, Arpal, sindacati, associazioni datoriali e terzo settore”.
Proprio domani, nella Foresteria Boncuri di Nardò, si ricorderanno i 15 anni dalla rivolta dei braccianti del 2011: “una data – ha concluso Miglietta – che segna l’inizio di un percorso ancora aperto che come Regione continuiamo a sostenere”. L’iniziativa di domani, dal titolo ‘Lo sciopero dei braccianti stranieri. Sfruttamento, diritti negati, schiavitù: quindici anni dopo la rivolta di Boncuri’, costituirà l’evento di chiusura delle ‘Brigate del Lavoro’. Parteciperà, tra gli altri, il segretario generale della Flai Cgil nazionale Giovanni Mininni.
