La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti di Bari parifica il rendiconto generale della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2025.
La sentenza è stata promulgata dopo la relazione della presidente Cinzia Barisano che ha delineato un quadro con “luci ed ombre”, e dei magistrati Salvatore Romanazzi, Daniela Piacente e Donatella Palumbo, la requisitoria del procuratore generale Carmela De Gennaro e dopo l’audizione del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Presenti all’udienza, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, gli assessori regionali alla Sanità, Donato Pentassuglia, all’Agricoltura Francesco Paolicelli, e l’assessore comunale di Bari al Bilancio Diego De Marzo.
Nel corso dell’udienza, sono emerse luci ed ombre nella gestione contabile della Regione. Tra gli aspetti critici evidenziati dai magistrati contabili, ci sono il disavanzo da 349 milioni nella Sanità e i pochi risultati raggiunti dal Pnrr, aggravati, tra l’altro, dai ritardi nei pagamenti. Sono criticità “che conoscevo già dal primo giorno del mio mandato – ha detto il governatore Decaro davanti ai magistrati – quando mi sono insediato, alcune le conoscevo anche prima, nonostante questo non mi sono sottratto all’impegno e alla responsabilità di assumermi questo lavoro”. “Noi cercheremo di intervenire su quelle che sono le inefficienze, i ritardi, i problemi attraverso una cabina di regia che tiene insieme i direttori generali – ha proseguito Decaro – tiene insieme la macchina amministrativa della Regione per evitare sprechi, inefficienze, per cercare di ottimizzare la spesa senza toccare i servizi, anzi cercando di migliorarli”. “La Puglia – ha aggiunto il governatore – è una terra complessa, è complessa anche l’articolazione, l’organizzazione della macchina amministrativa”. Le criticità evidenziate, soprattutto quelle sanitarie, “si inseriscono in un quadro di finanza pubblica che assegna alle Regioni sempre maggiori responsabilità con una spesa e un ristoro da parte dello Stato che tende a diminuire in maniera non equa”, ha dichiarato il governatore. “Non voglio scaricare le inefficienze su un sistema nazionale che non aiuta, però non posso nemmeno tacere su quello che manca o che spetta in termini di diritti e quindi in termini di risorse”.
