In Puglia il divario retributivo fra uomini e donne è del 27,2% (la paga media giornaliera per le donne è di 64,8 euro, che sale a 89 euro per gli uomini), la media italiana è del 25,7%.
Un gap che emerge anche nel settore pubblico: nella regione la retribuzione media giornaliera per le donne è di 113,8 euro, per gli uomini è di 143,6 euro.
I dati sono contenuti nel Rendiconto regionale di genere 2025 dell’Inps, presentato oggi a Bari nella sede dell’Acquedotto Pugliese. Erano presenti, fra gli altri, il presidente del Civ Inps Roberto Ghiselli, la direttrice regionale di Inps Puglia Benedetta Dito e la presidente del Comitato regionale Inps Puglia, Cosima Nadia Polito. Dal documento emerge che la differenza è anche nelle pensioni: quelle delle donne risultano del 44% inferiori rispetto a quelle maschili (28% fra i dipendenti pubblici, 35% fra i lavoratori autonomi).
Quanto al tasso di occupazione, quello femminile è fermo al 37,9%, contro il 64,2% di quello maschile. Il gap è del 26,3%, in lieve miglioramento rispetto al 27,3% del 2024, ma di molto superiore alla media nazionale dell’17,4%. A livello regionale, il tasso di disoccupazione femminile è dell’11,5%, superiore del 2,4% rispetto a quello maschile. Ma la forbice è più ampia fra le più giovani: fra 15 e 24 anni il tasso di disoccupazione fra le donne è del 36,6%, fra gli uomini è del 30,1%. Il gap di genere cresce se si considera l’inattività: fra 15 e 64 anni le donne inattive sono il 57,1%, ovvero il 27,9% in più rispetto agli uomini: in Puglia una donna su due in età lavorativa non è occupata e non cerca occupazione, il dato è superiore alla media nazionale del 15%.
Molto diffuso fra le donne è anche il ricorso al lavoro part time: le dipendenti inquadrate in questo modo nel 2024 sono il 56,9%, contro il 24,7% degli uomini. Nel frattempo aumenta nel 2025 il ricorso alle domande del Reddito di libertà, con 591 richieste (292 quelle accolte), così come le domande di congedo per donne vittime di violenza (97 nel 2025). A crescere sono, infine, i congedi parentali da parte degli uomini: 5.360 nel 2024, il 73% in più rispetto al 2022.
