Hanno respinto le accuse diversi indagati arrestati pochi giorni fa nell’ambito dell’inchiesta Babele, la quale avrebbe scoperchiato una presunta associazione finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nella giornata di oggi, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari sono comparsi 13 indagati, tutti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Alcuni hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre la maggior parte degli interrogati ha deciso di rispondere alle domande del GIP Francesca Mariano. Tra loro anche diversi imprenditori, i quali secondo gli inquirenti si sarebbero mostrati accondiscendenti nei confronti della presunta associazione. Tuttavia, nel corso dell’interrogatorio avrebbero dichiarato di essersi trovati nelle condizioni di assumere nuova forza lavoro e di non essere consapevoli della reale natura delle procedure.
Davanti al Magistrato sono comparsi anche diversi presunti intermediari, i quali avrebbero respinto gli addebiti. Alcuni avrebbero dichiarato di voler aiutare dei connazionali che tuttavia non sarebbero mai arrivati. Dopo gli interrogatori, i legali degli indagati potrebbero rivolgersi al Tribunale del Riesame avverso le misure cautelari disposte nei confronti dei loro assistiti. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Alessandro Scapati, Andrea Digiacomo, Andrea Maggio, Daniela Lafratta, Marcello Ferramosca, Fabrizio Lamanna, Antoniovito Altamura, Daniele Lombardi, Alessandra De Santis, Vincenzo Monteforte, Claudio Petrone e Anna Macrì.
