“Abbiamo agito in 22 mesi come se fossimo in Cina, ma con un modello diverso, nel rispetto delle regole e dei diritti”.
Lo ha dichiarato il commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore locale dei Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese intervenendo all’evento “Taranto 2026 – A 50 giorni dai Giochi del Mediterraneo.
Bilancio, prospettive ed eredità”.
“Chiaramente non è un’offesa, è un complimento per la capacità di realizzare grandi opere in tempi rapidi”, ha aggiunto. “Un anno fa eravamo alle fondazioni, oggi siamo a 45 impianti completati o in fase di completamento in 21 comuni”.
Ferrarese ha elencato alcune delle principali opere: “Piscine olimpiche, stadio Iacovone, Pala Ricciardi a Taranto, centro nautico e impianti tennistici. Interventi che interessano anche Lecce, Brindisi, Martina Franca, Francavilla e molti altri territori”.
Il commissario ha sottolineato la dimensione economica del progetto: “Parliamo di 275 milioni di euro. Voglio chiarirlo perché spesso si dicono cose non corrette: siamo partiti con 275 milioni e siamo arrivati con 275 milioni, risparmiando anche circa 20 milioni. Non abbiamo speso di più”.
“Questo è un modello virtuoso di gestione della struttura commissariale – ha concluso – che dimostra come sia possibile realizzare grandi opere rispettando tempi e risorse”.
L’incontro si è svolto nel Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Sono intervenuti Mehrez Boussayene, presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo (ICMG); Michele Sciscioli, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; Carlo Molfetta, direttore generale del Comitato Organizzatore; Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani; Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione; Luciano Buonfiglio, presidente del Coni; Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, e Piero Bitetti, sindaco di Taranto.
