Monteparano, Borsci attacca: “Fanno cassa prima del voto e lasciano il conto fino al 2043”

Il Consiglio Comunale di Monteparano, nella seduta del 7 aprile 2026, ha approvato con il voto contrario dell’opposizione la rinegoziazione di nove mutui con Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., relativi a un debito residuo complessivo di oltre 946mila euro.Secondo il consigliere di opposizione Alex Borsci, l’operazione, presentata dalla maggioranza come una misura di convenienza economica, produce in realtà un vantaggio solo immediato e limitato nel tempo, a fronte di un aggravio consistente sugli anni futuri.Nel biennio 2026-2027 il Comune libera quasi 20mila euro di cassa. Dal 2028 al 2043, però, il costo complessivo dell’operazione aumenta di quasi 30mila euro, con un aggravio netto di circa 8mila euro e rate annue più alte di quasi 2mila euro per 16 anni. Si tratta quindi di una scelta che concentra il beneficio nell’immediato e sposta il peso sugli anni successivi.
“I numeri ce li hanno forniti loro, nonostante abbiano affermato in Aula di aver usufruito di tassi più bassi, sono stati smentiti dai documenti, non c’è un solo mutuo che dopo la rinegoziazione presenti un tasso più basso. Se avessero davvero avuto bisogno di 20mila euro, potevano chiederli in prestito: li avrebbero ottenuti a un tasso più basso di quello che stanno pagando con questa rinegoziazione. Hanno scelto la forma di finanziamento più cara disponibile.”
dichiara il consigliere di opposizione Alex Borsci. E continua:
“Il punto è semplice: per avere più margine oggi, si sceglie di pagare di più domani. E qui non siamo davanti a un tecnicismo, ma a una volontà politica precisa: la rinegoziazione è una scelta, non un obbligo. E hanno scelto di liberare risorse nel biennio finale della consiliatura, spostando il peso economico sui bilanci successivi. È una scelta che, politicamente, coincide con la vigilia delle elezioni.”
“In Consiglio ho chiesto una spiegazione su questa coincidenza. Non ho ricevuto alcuna risposta. E quando una maggioranza non sa spiegare le proprie scelte, significa che non può difenderle. Il risultato è uno solo: meno risorse domani. E a pagare, come sempre, sono i cittadini.”

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