Sanità: Puglia, dipartimenti emergenza e centrali 118, ‘carenze personale importanti’

Carenze di personale importanti sono state evidenziate dai responsabili dei dipartimenti di emergenza-urgenza aziendali e dai direttori delle centrali operative del 118 durante l’incontro tenuto oggi dal nuovo assessore alla Sanità della Regione Puglia Donato Pentassuglia, il direttore del dipartimento Salute Vito Montanaro e la direttrice facente funzione dell’Aress (Agenzia strategica regionale per la salute e il sociale) Lucia Bisceglia. erano presenti anche i responsabili delle direzioni sanitarie. Il lavoro di consultazione e analisi delle criticità era stato avviato ieri nella riunione convocata dal presidente Antonio Decaro.

“I responsabili dei Pronto soccorso – si spiega in una nota della Regione – hanno confermato che la maggior parte degli accessi riguarda codici verdi (urgenze minori) e codici azzurri (urgenze differibili) che, in alcuni pronto soccorso, raggiungono percentuali del 90%”. Risulta invece più bassa della media italiana la percentuale di codici bianchi, che si attesta intorno al 3%. Tra i temi trattati nel corso degli incontri la necessità di potenziare l’assistenza territoriale per offrire una risposta appropriata a bisogni di salute che non dovrebbero essere trattati dal Pronto Soccorso. Per la gestione dei flussi, sono state presentate tra le esperienze virtuose quella degli infermieri di processo e dei fast track, cioè di percorsi preferenziali per alcune condizioni patologiche, “la cui estensione -rileva la Regione – potrebbe incidere positivamente sull’efficienza del percorso, riducendo i tempi di attesa e il fenomeno dell’abbandono, che riguarda circa l’8% degli accessi, con punte che arrivano al 12%. Mediamente, il 14% degli accessi esita in un ricovero ospedaliero: soprattutto durante i picchi di epidemia influenzale”.

É emerso che in Puglia operano 35 strutture di Pronto soccorso, di cui 4 private accreditate che complessivamente gestiscono il 10% degli accessi totali. Il numero di accessi più elevato riguarda il Policlinico di Bari che, considerando anche i Pronto soccorso specialistici, gestisce l’8% del totale degli accessi regionali, con oltre 90mila accessi all’anno. Seguono l’ospedale Vito Fazzi di Lecce (con oltre 69mila accessi), il “Santissima Annunziata” di Taranto (circa 66 mila accessi), l’ospedale “Perrino” di Brindisi (oltre 56 mila accessi), l’ospedale “Dimiccoli” di Barletta (51 mila accessi). Complessivamente, 11 strutture coprono insieme oltre il 51% degli accessi: il restante 49% è gestito da 24 strutture. Prima di questo incontro Pentassuglia ha visto i direttori generali e i commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere per fare una ricognizione delle principali criticità, con l’obiettivo di mettere le basi per le azioni future. L’assessore ha comunicato che, a partire dai primi giorni di febbraio, insieme al Dipartimento e all’Aress saranno organizzate riunioni in ciascuna azienda per approfondire le tematiche più urgenti: dalla carenza di personale fino al potenziamento dell’assistenza territoriale.
Una delle principali criticità evidenziate dai responsabili di dipartimenti emergenza e centrali 118 riguarda la disponibilità di posti letto per i trasferimenti in reparto, per cui sono state avanzate proposte di efficientamento attraverso un coordinamento della gestione degli stessi a livello di direzione sanitaria. “Ho chiesto – ha dichiarato l’assessore Pentassuglia – di continuare il lavoro di analisi e proposta, evidenziando le buone prassi e le soluzioni che sono state attivate nei diversi territori, con l’obiettivo di definire un piano regionale e piani aziendali che possano migliorare i sistemi di accoglienza e di gestione dei flussi, contestualmente operando per il potenziamento dell’assistenza territoriale e il ridisegno delle reti”. Nella riunione sulle liste di attesa, sempre oggi, é stato concordato un calendario di riunioni con le singole aziende, già a partire da domani, in modo da poter completare i piani aziendali sperimentali entro i 15 giorni previsti e avviare il recupero delle prestazioni dal primo febbraio, come stabilito dalla delibera approvata dal presidente Decaro.

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