COME PENSARE DI USCIRNE?

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The day after di queste ultime elezioni porta a poche conclusioni e tutte hanno il sapore di vecchio.

Questo voto ha decretato certo la voglia e l”esigenza di un cambiamento e dell”alternanza, a dispetto del tentativo massiccio della vecchia politica di mantenere lo status quo con ogni mezzo aiutata anche dal Quirinale.

Gli addetti ai lavori già questo lo sapevano, niente di nuovo all”orizzonte. Emblematica però è la sfaccettata reazione della popolazione che, con incredibile ingenuità, rimane sorpresa della staticità della situazione, quasi che si credesse che con la vittoria della Sig. ra Meloni tutto il cielo si aprisse e il sole facesse evaporare l”odiosa nebbia in cui abbiamo vissuto per anni.

Anche se volesse, ora la Meloni non può fare nulla perché è sotto esame e con i fucili puntati. Rischia pure il posto che le compete di diritto se sgarrasse dall”agenda Draghi e si permettesse di fare promesse pacifiste o mettesse in dubbio l”atlantismo guerrafondaio o l”europeismo dell”austerity, parola di Mattarella!

Quindi, se vogliamo addentrarci in un analisi il più possibile di logica razionale, perché nei social, nei Media del dissenso si respira aria d”indignazione se non addirittura di rivolta?

Siamo stati sottoposti per due anni a ogni tipo di vessazione e violazione dei nostri diritti e, soprattutto, della nostra dignità e non siamo capaci di attendere poche settimane per capire cosa farà (o cosa potrà fare) il nuovo Governo?

Intanto, nel silenzio più assordante, passano notizie (da verificare) che sconcertano anche i più fantasiosi della fanta politica.

Passaggi di nuovi (antichi) poteri alla Banca d”Italia, dati pubblicati (costretti) dalla CDC americana e Eudravigilance europea che i Media di regime si guardano bene dal pubblicare.

Cosa sta succedendo? Ci sono delle “manine” nel sistema giudiziario e nella politica di regime? Esiste una sorta di controspionaggio dove dei “Robin Hood” tentano di fare sgretolare le fondamenta dell” agenda WEF? Oppure alcuni plinti del regime stanno risvegliandosi e accorgendosi dei misfatti da loro stessi creati e tentano di rifarsi una coscienza all”ultimo minuto?

Al di là delle elucubrazioni complottiste e fantapolitiche alla Tom Clancy, un fatto è certo: la capacità critica e analitica della popolazione è stata minata seriamente da confusione voluta, da una scuola nozionistica di narrazione, e da una società che ha invertito le priorità e i valori.

Quale il rimedio?

La butto lì: un rinnovato impulso alla socialità, alla coscienza e quindi alla meritocrazia delle Istituzioni, specialmente dell”Istruzione, Lavoro, e infrastrutture. Un rigurgito di dignità e coscienza di chi è partecipe nella gestione della “Cosa Pubblica”, ovvero dei dipendenti della burocrazia e della sicurezza, dal vigile urbano al dipendente comunale a finire nei Ministeri.

Fantasie? Utopie? Forse, ma ognuno di noi ha una dignità, magari nascosta o dormiente, basta stimolarla e questo sarà il compito del prossimo Presidente del Consiglio a cui si ripongono speranze e aspettative, pericolose si, ma non solo per chi le ha.

Sistema Paese Società Civile & Economia Reale

Massimo Gardelli

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