Mafia. Taranto: aggressioni punitive mostrate in videochiamata

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Aggressioni a scopo punitivo mostrate in videochiamata alla moglie del tarantino ritenuto figura di primo piano del clan di stampo mafioso attivo nel capoluogo ionico. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare – di cui LaPresse ha preso visione – firmata dal gip del tribunale di Lecce, su richiesta dei pm della Dda di Lecce, per dare esecuzione a 38 arresti.

Le misure cautelari sono state eseguite dagli agenti della Mobile.Stando a quanto accertato attraverso le intercettazioni, un’aggressione è avvenuta il 4 febbraio 2019 ai danni di un ragazzo del gruppo dopo la scoperta di un incontro che il giovane aveva avuto con un esponente di primo piano del clan rivale attivo nel rione Paolo VI di Taranto. All’incontro aveva fatto seguito uno scambio di messaggi e per questo il giovane doveva essere punito.

In videochiamata a vedere l’aggressione c’è la moglie del tarantino che per l’accusa avrebbe continuato a guidare il gruppo pur essendo detenuto, in quel periodo, nel carcere di Secondigliano (Napoli). Ed è la stessa donna a raccontare al marito dell’aggressione a cui ha assistito mediante videochiamata: “facemmo la diretta, non lo sai, su WhatsApp”. La conversazione tra i coniugi è stata intercettata durante il colloquio in carcere.

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