Desidero porre alla vostra attenzione una situazione di estrema gravità che sta colpendo centinaia di nuclei familiari a Taranto e in tutta la Puglia, inclusa la mia. Nella giornata di ieri ho provveduto a inviare una formale e urgente segnalazione via mail alla Prefettura di Taranto e all’Assessore al Welfare della Regione Puglia, ma ritengo indispensabile che l’opinione pubblica sia informata di quanto sta accadendo.A causa del drastico taglio dei fondi destinati ai Buoni Educativi 0-3 anni operato dalla Regione Puglia, moltissimi bambini si sono visti di fatto negare l’accesso agli asili nido e ai servizi della prima infanzia.Questa decisione si traduce in una vera e propria emergenza sociale ed economica per le famiglie, in particolar modo per quelle in cui entrambi i genitori sono lavoratori, che costringe i genitori a scelte drammatiche tra la continuità lavorativa e la cura dei figli, in totale contrasto con le politiche di conciliazione vita-lavoro e di sostegno alla natalità sbandierate dalle istituzioni.Chiedo con forza che la Regione Puglia riveda immediatamente la ripartizione dei fondi e che la Prefettura intervenga a tutela dei diritti dei minori e delle famiglie lavoratrici del nostro territorio.Di seguito la mail inviata:
“Oggetto : Segnalazione urgente e richiesta di intervento – Esclusione dai servizi di asilo nido a Monteiasi per carenza fondi regionali “Buoni Educativi 0-3” e grave pregiudizio per i genitori lavoratori
Alla c.a di S.E. il Prefetto di Tarantoe dell’On. Assessore al Welfare della Regione PugliaGentili Istituzioni,Vi scrivo in veste di genitore e cittadino residente nel comune di Carosino, per portarVi a conoscenza di una situazione di grave ingiustizia che sta colpendo la mia famiglia e centinaia di altri nuclei familiari nella provincia di Taranto e in tutta la Puglia. Mio figlio si trova attualmente nell’impossibilità di frequentare l’asilo nido nel comune di Monteiasi. A causa della carenza di fondi e dei gravi ritardi nell’organizzazione dei bandi regionali, è rimasto escluso dalle graduatorie per l’accesso ai servizi della prima infanzia attraverso i “Buoni Educativi zero-tre anni”, pur avendone pieno diritto.Questa situazione sta creando un disservizio insostenibile, che colpisce in modo durissimo le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Senza il sostegno dei buoni educativi, siamo costretti a fare i salti mortali tra turni di lavoro e spese insostenibili per babysitter o, nel peggiore dei casi, a valutare la rinuncia all’occupazione. A pagare il prezzo più alto sono le madri lavoratrici, sulle quali ricade storicamente il peso maggiore della cura familiare, in totale controtendenza rispetto alle sbandierate politiche di pari opportunità e conciliazione vita-lavoro.La Puglia non può permettersi di lasciare indietro l’infanzia e di ignorare il grido d’aiuto delle giovani famiglie. Consapevole del ruolo di garanzia, di programmazione e di mediazione istituzionale che la S.V. e l’Assessorato regionale ricoprono, chiedo un autorevole e immediato intervento volto a:
- fare chiarezza sulla reale entità dei fondi stanziati;
- rifinanziare immediatamente la misura attingendo a risorse residue o straordinarie;
- scorrere le graduatorie per garantire la copertura totale a tutti i bambini rimasti ingiustamente esclusi.
La crescita e il futuro della nostra regione passano innanzitutto dal supporto a chi decide di fare famiglia e di lavorare sul territorio. Non possiamo essere lasciati soli di fronte a questa profonda frustrazione e al totale disinteresse per i nostri diritti fondamentali.Certa di un Vostro tempestivo e concreto interessamento, porgo i miei più cordiali saluti.Moira Conzo
