Gli avvocati Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni, difensori degli 11 cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini, hanno depositato l’atto d’opposizione di fronte alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, contestando le impugnative presentate dalle società in amministrazione straordinaria.
La costituzione in giudizio avviene nell’imminenza dell’udienza del 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sui ricorsi straordinari presentati da Ilva ed Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano, che lo scorso 27 luglio ha ordinato la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.
I legali chiedono la dichiarazione di inammissibilità e il rigetto del ricorso aziendale.
Tra i motivi fondamentali del controricorso, la difesa evidenzia che l’impugnativa “si rivolge ad un decreto emesso in Camera di Consiglio, che da un lato ha natura cautelare, e dall’altro obbedisce alle regole della revocabilità se mutano i presupposti di fatto o di diritto”.
I difensori chiariscono che “il provvedimento non ha in concreto alcunché di carattere definitivo, perché la sospensione dell’attività dell’area a caldo invocata, e disposta, è, per sua natura, cautelativa, provvisoria e interinale”.
L’atto punta così a tutelare i residenti che risultano “gravemente lesi, ed esposti a grave rischio, a causa dell’inquinamento ambientale provocato dall’installazione siderurgica”. Nel testo i difensori sviluppano i punti principali dell’atto sostenendo che “il diritto alla salute e all’ambiente salubre non può soccombere di fronte ad esigenze produttive”. I legali evidenziano altresì “la piena legittimità dell’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello di Milano”, ribadendo che “la prosecuzione dell’attività dell’area a caldo comporta un pericolo grave, imminente e irreparabile per la popolazione residente”. Per queste ragioni, i difensori chiedono ai giudici di legittimità “il rigetto integrale dei ricorsi straordinari proposti da Ilva e Acciaierie d’Italia” e “la definitiva conferma della sospensione delle attività produttive inquinanti dello stabilimento”.
