“Chiediamo al Governo spiegazioni. Era uno dei punti nell’agenda Taranto presentata a Palazzo Chigi”. Lo evidenzia il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ricorda come tra le proposte inserite nel documento consegnato lo scorso 8 settembre al tavolo interistituzionale promosso dal Palazzo Chigi sulla vicenda complessa del capoluogo jonico, l’ente aveva inserito lo sviluppo dell’eolico off shore e aveva chiesto al Governo di dare evidenza ai progetti già in corso di valutazione e di fissarne il cronoprogramma. “Oggi, secondo le notizie riportate – continua Decaro – lo stanziamento per lo scalo jonico passa dai 28,5 milioni di euro inizialmente previsti a poco meno di 14 milioni. Una scelta incomprensibile che chiediamo quantomeno ci venga spiegata”.
La Regione chiedeva di valorizzare l’hub nazionale per l’eolico offshore galleggiante nel porto di Taranto: il decreto interministeriale 167 del 4 luglio dell’anno scorso, individuava Taranto fra i porti hub prioritari per la filiera. Nel frattempo l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha già completato l’adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore portuale.
Tra le richieste “l’attivazione effettiva delle risorse infrastrutturali collegate e il collegamento esplicito tra quei cantieri e il bacino dei lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto, oltre alla messa a bando, con tempi certi, delle aree già disponibili dentro e fuori il perimetro dello stabilimento. Avevamo chiesto, nero su bianco – sottolinea Decaro – di dare attuazione agli investimenti e ai progetti attivi sulla filiera dell’Off Shore proprio nell’area tarantina, perché crediamo che questo sia uno dei settori ad ampio margine di crescita, con la possibilità anche di poter ricollocare i lavoratori che potrebbero essere interessati dalla crisi legata allo stabilimento dell’ex Ilva. Anche alla luce delle ultime dichiarazioni del Governo di voler assumere provvedimenti importanti per dare a Taranto e all’intera area jonica nuove possibilità di sviluppo, anche attraverso investimenti in settori strategici che possono davvero determinare una occasione di futuro”, conclude il presidente.
