Aeroporto di Grottaglie, Di Gregorio: il bando non è la risposta

Il 16 settembre avevamo chiesto che sui voli civili da Grottaglie si uscisse dal terreno delle ipotesi: niente rotte costruite sulla carta, ma una verifica reale della domanda, un confronto con le compagnie e numeri sui quali decidere. Oggi quel percorso comincia a prendere forma e va riconosciuto. In Consiglio regionale il presidente Antonio Decaro ha spiegato che è in fase di completamento l’aggiornamento dello studio elaborato nella prima parte del 2025 e che Aeroporti di Puglia sta predisponendo l’avviso pubblico per sondare il mercato. I vettori interessati dovranno presentare una manifestazione d’interesse accompagnata da una proposta commerciale; le proposte riferite alla stessa tratta saranno messe a confronto e seguirà la verifica di conformità al principio del market economy operator. Solo dopo verrà completato il percorso per valutare la continuità territoriale. È in questa seconda fase che la Regione ha indicato l’ipotesi di dodici voli settimanali su Roma e Milano Linate, con orari che consentano l’andata e il ritorno nella stessa giornata.

A questo punto la questione politica cambia. L’avviso ci dirà se le compagnie sono interessate; il territorio, però, deve poter capire anche come quelle risposte verranno lette. Per questo chiediamo che, nei limiti imposti dalla riservatezza commerciale, siano resi conoscibili i dati essenziali e la metodologia dello studio aggiornato: il bacino di domanda considerato, le condizioni economiche poste dai vettori, i costi necessari per rendere stabile il servizio, la capacità delle rotte di reggersi sul mercato e l’eventuale fabbisogno di risorse pubbliche. C’è poi il passaggio successivo, che per noi è altrettanto importante: l’avviso dovrebbe indicare fin dall’inizio tempi e modalità con cui il suo esito verrà restituito pubblicamente. Se arriveranno proposte sostenibili, bisognerà sapere su quali condizioni poggiano. Se l’interesse delle compagnie sarà subordinato a determinate condizioni economiche, quel dato dovrà essere comprensibile. Se il mercato non darà una risposta sufficiente, non potrà bastare dire che non ha risposto: bisognerà capire perché e su quali elementi si fonda la valutazione. Per chi vive o lavora a Taranto non è una discussione per addetti ai lavori. Significa sapere se sarà davvero possibile partire da Grottaglie, raggiungere Roma o Milano e rientrare nella stessa giornata; significa capire se quel collegamento può durare e, qualora servano risorse pubbliche, quale costo avrebbe e quale risultato dovrebbe garantire.

La continuità territoriale appartiene eventualmente alla fase successiva: la disciplina europea prevede condizioni precise per l’imposizione degli oneri di servizio pubblico e, nei casi previsti, una procedura competitiva per l’affidamento del servizio. Sul cargo abbiamo già davanti un criterio misurabile. Il disegno di legge approvato all’unanimità dal Consiglio regionale prevede per il collegamento Grottaglie-Istanbul un sostegno massimo di 655.200 euro nel 2026, 355 mila nel 2027 e 343.200 nel 2028; il contributo diminuisce se aumenta l’utilizzo della capacità di carico e cessa dal 2029. Sullo spazioporto, invece, esiste un programma da 70 milioni di euro articolato in interventi già individuati. Sono funzioni diverse, che non vanno confuse né messe automaticamente una contro l’altra: per ciascuna servono tempi, costi e risultati leggibili.

Dopo anni in cui sull’aeroporto si è detto molto, oggi c’è finalmente una procedura da seguire. Facciamolo fino in fondo. Se le compagnie ci sono, si dica a quali condizioni. Se non ci sono, si spieghi perché. Solo allora avremo gli elementi per decidere il passaggio successivo.