Di Gregorio (Azione), volare da Grottaglie per lo sviluppo del territorio

Il futuro dell’aeroporto di Grottaglie riguarda la possibilità di dare alla provincia di Taranto una base economica più ampia, capace di affiancare alle attività industriali nuove occasioni di lavoro e di investimento. Ridurre il confronto alla concorrenza con Brindisi significa affrontare questa prospettiva partendo dalla distribuzione del traffico esistente, senza domandarsi quale domanda aggiuntiva possa generare lo sviluppo del territorio e quale contributo lo scalo possa offrire al turismo e al sistema produttivo ionico.

È su questa valutazione che intendiamo impegnare la politica regionale e nazionale, convinti che una provincia chiamata a diversificare la propria economia debba poter discutere l’impiego delle sue infrastrutture senza accettare limitazioni delle quali non siano dimostrate le ragioni. I 70 milioni di euro stanziati per lo Spazioporto nell’ambito dell’Accordo per la Coesione, a valere sul FSC 2021-2027, offrono una base concreta a un progetto che merita sostegno e che vorremmo vedere accompagnato da un piano industriale riconoscibile, nel quale agli interventi infrastrutturali corrispondano imprese coinvolte, investimenti privati e prospettive occupazionali verificabili.

Se Grottaglie può diventare un polo aerospaziale capace di generare lavoro qualificato e commesse per le imprese locali, la rappresentanza tarantina ha il dovere di concorrere alla sua realizzazione, pretendendo chiarezza sugli impegni già assunti e sui tempi necessari a tradurli in attività. Sarebbe tuttavia difficile giustificare, in nome di tale prospettiva, una rinuncia preventiva ai collegamenti passeggeri, soprattutto qualora al territorio venisse richiesto di attendere benefici dei quali non siano ancora definite consistenza e scadenze. L’esperienza dei Giochi del Mediterraneo offre elementi utili per valutare le capacità dello scalo, pur senza consentire di assimilare l’accoglienza delle delegazioni alla sostenibilità di voli di linea, che richiede studi sulla domanda e un confronto effettivo con i vettori. Occorre perciò verificare le condizioni economiche dei collegamenti civili e la loro compatibilità con le attività industriali e aerospaziali, così da motivare eventuali impedimenti e individuare, dove possibile, le condizioni per procedere.

Anche il ruolo di Brindisi va considerato in questa istruttoria, all’interno di una programmazione regionale nella quale il rafforzamento di uno scalo non comporti automaticamente l’esclusione di un altro e l’interesse generale sia valutato sulla base di dati accessibili, anziché assunto come argomento per chiudere il confronto. Azione propone che Governo e Regione assumano congiuntamente questa responsabilità, coinvolgendo i ministeri competenti per i trasporti e lo sviluppo industriale, ENAC e Aeroporti di Puglia, insieme alle amministrazioni locali e ai soggetti economici e scientifici interessati.

Da questo lavoro devono derivare un programma pubblico per lo Spazioporto, con responsabilità definite e verifiche periodiche sull’attuazione, e una valutazione motivata delle possibilità di attivare collegamenti civili, affinché il futuro di Grottaglie trovi posto nelle decisioni nazionali sullo sviluppo di Taranto e la comunità ionica possa giudicarne gli esiti attraverso gli investimenti realizzati e il lavoro prodotto.