Ex Ilva, lavoratori in presidio davanti alla Direzione a Taranto

Lavoratori e rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Usb sono in presidio davanti alla portineria Direzione dell’ex Ilva di Taranto, in attesa del vertice di questa mattina a Palazzo Chigi e del Consiglio dei ministri del pomeriggio che, secondo le ipotesi circolate, potrebbe varare un nuovo decreto per il siderurgico.

Tra le misure allo studio, figura l’estensione della cassa integrazione straordinaria per altri 5mila dipendenti diretti, oltre ai 4.500 già autorizzati, circa 3.800 dei quali a Taranto.

Per l’appalto-indotto si valuta invece la cassa in deroga, insieme a interventi per bloccare i licenziamenti annunciati dalle imprese.
    Il pacchetto arriva dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano che l’11 settembre ha confermato lo stop dell’area a caldo, già disposto a fine luglio per 90 giorni. Respinte le richieste di sospensione presentate da Acciaierie d’Italia e Ilva. Sul tavolo anche misure di accompagnamento, tra cui eventuali incentivi all’esodo volontario e la prospettiva industriale dello stabilimento. La cassa per i dipendenti diretti dovrebbe coprire la fase di inattività legata allo stop dell’area a caldo, in attesa della conclusione della procedura di vendita dell’azienda.