“Qui, oltre al centro logistico Nato, sta prendendo forma il nuovo Comando Multinazionale Marittimo per il Sud dell’Alleanza, a guida italiana: si occuperà del fianco Sud e del Mediterraneo allargato, un mare che per troppo tempo qualcuno ha considerato un confine e che è sempre stato una porta”.
Lo ha detto a Taranto l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato.
Nel suo intervento alla Stazione Navale, l’ammiraglio ha sottolineato il valore strategico della gestione delle risorse per la difesa collettiva.
“Un euro investito bene – ha osservato – vale più di molti euro spesi male. L’obiettivo non è investire di più per poterlo dire: è colmare le lacune che, in una crisi, farebbero la differenza tra essere pronti e non esserlo”.
Cavo Dragone ha poi chiarito il senso degli impegni finanziari nel settore militare, definendoli una tutela fondamentale per il futuro dei cittadini. E ha ribadito: “Non stiamo spendendo in armi. Stiamo investendo in difesa. Sembra una sfumatura. Non lo è. Chi ‘spende in armi’ pensa alla guerra.
Chi ‘investe in difesa’ pensa alla pace e lavora perché quella guerra non arrivi mai. La deterrenza funziona così: ci si prepara al peggio per non doverlo mai vivere”.
