Indotto ex Ilva, i sindacati contro i 2500 licenziamenti: “Ritirarli immediatamente”

2500 posti di lavoro dell’indotto ex Ilva sono finiti sul tavolo della vertenza, dopo l’annuncio di Aigi dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Una decisione che Fim, Fiom, Uilm e Usb contestano duramente, chiedendo alle imprese di fermare l’iter in attesa del confronto convocato a Palazzo Chigi l’8 settembre e dell’udienza di mercoledì sulla richiesta di sospensiva della chiusura dell’area a caldo.

“Chiediamo ad Aigi di ritirare immediatamente i licenziamenti e di attendere l’incontro di martedì”, ha affermato Luigi Bennardi, segretario Uilm. Per Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl Taranto-Brindisi, l’indotto rappresenta “l’anello più debole della catena”. Francesco Brigati, segretario generale Fiom Taranto e Puglia, ha detto: “Anche in caso di sospensiva lo stabilimento rischia di chiudere”. Da Francesco Rizzo dell’esecutivo nazionale Usb arriva la richiesta di “garanzie concrete. Il rischio è un’escalation sociale molto complicata da gestire”.