L’avvio dell’anno scolastico in Italia si scontra sempre più frequentemente con temperature estreme e aule bollenti. Tra allarmi del mondo medico, proteste dei sindacati e primi stanziamenti da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il dibattito su come tutelare la salute di studenti e personale scolastico è ormai all’ordine del giorno.
L’allarme dei pediatri: i tre grandi rischi per gli studenti
Con i cambiamenti climatici in atto, le temperature di settembre sfiorano ormai costantemente i 40 gradi, configurando un clima definibile come “africano”. Secondo il pediatra Italo Farnetani, far iniziare le lezioni in queste condizioni comporta rischi concreti per la salute e il benessere psicofisico di bambini e adolescenti. L’esperto, parlando ad Adnkronos Salute, ha individuato in particolare tre criticità:
Per far fronte a questa situazione, Farnetani ha proposto di posticipare l’inizio delle lezioni al 1° ottobre, recuperando i giorni di scuola necessari attraverso una riduzione delle vacanze natalizie, ritenute oggi troppo lunghe. In alternativa, qualora non si volesse modificare il calendario nazionale, il pediatra suggerisce alcune misure operative provvisorie sfruttando l’autonomia scolastica, come svolgere le lezioni all’aperto nelle prime ore del mattino o affittare, laddove possibile, ambienti climatizzati.
