Ex Ilva: Aigi, ‘Taranto come il Titanic e nessuno si assume responsabilità’

“C’è un’immagine che da giorni torna alla mente di chi, come Aigi, vive ogni ora la crisi del siderurgico tarantino: quella dell’orchestra del Titanic che continuava a suonare mentre lo scafo si inabissava. Le note, allegre e rassicuranti, coprivano il rumore dell’acqua che saliva. Nessuno voleva ammettere che la nave stava affondando davvero. È esattamente ciò che sta accadendo a Taranto”. Così in un comunicato Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto.

“Dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano che dispone lo stop dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva, la città intera sembra avvolta da un torpore collettivo, da un’ubriacatura che coinvolge cittadini, forze politiche e istituzioni, dal governo nazionale fino alle articolazioni locali. Si moltiplicano tavoli, dichiarazioni, prese di posizione. Si naviga a vista tra sciopero, tavolo tecnico al Mimit ed exit strategy annunciate. Ma la sostanza resta immobile: nessuno assume fino in fondo la responsabilità di una decisione che riguarda il destino di migliaia di famiglie e di un intero territorio”.

Nel comunicato, Aigi chiede “con la massima urgenza, che si smetta di suonare mentre la nave affonda. Serve una assunzione di responsabilità piena e condivisa, un piano industriale credibile per la decarbonizzazione, tutele reali per i lavoratori dell’indotto e delle imprese, e una politica locale capace di parlare con una voce sola all’interno di un confronto nazionale che non può più permettersi ritardi. Il tempo delle geometrie e dei distinguo è finito. È il tempo delle scelte”.

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