La gestione del dossier relativo all”apertura ai voli di linea passeggeri dell”aeroporto di Taranto-Grottaglie sta assumendo i contorni di un paradosso normativo e politico. Dopo la condivisibile bocciatura in Parlamento dell”emendamento presentato dal Senatore Mario Turco (M5S) all”interno del decreto-legge sullo sport – una sede legislativa totalmente inidonea alla materia – il parlamentare ionico ha annunciato l”intenzione di ripresentare lo stesso testo durante la discussione del D.L. n. 107/2026 in materia di infrastrutture.
Se la nuova cornice normativa potrebbe apparire astrattamente più pertinente, l”iniziativa persevera in un errore di fondo che rischia soltanto di far perdere tempo prezioso al territorio tarantino.
Il nodo politico: manca la delibera della Giunta Regionale.
L”ostacolo principale all”attivazione dei voli passeggeri a Grottaglie non risiede a Roma, bensì a Bari.
Qualsiasi intervento legislativo nazionale è monco se privo di una prodromica e attuale delibera della Giunta Regionale della Puglia, che esprima la chiara volontà politica di aprire lo scalo ai voli commerciali di linea.
L”atto di indirizzo risalente al 2017 non è più sufficiente se non avallato da provvedimenti esecutivi amministrativi regionali.
Oggi serve un provvedimento amministrativo concreto che includa:
*programmazione economico-finanziaria: una quantificazione delle risorse a carico del bilancio regionale per la copertura dei costi di avviamento e incentivazione delle rotte, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree;
*attivazione della Continuità Territoriale: la formale istanza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per l”indizione della Conferenza dei Servizi, ai sensi dell”art. 82 del Codice della Navigazione e in conformità al Regolamento (CE) n. 1008/2008.
Tale passaggio è l”unico presupposto legale per definire i contenuti del bando di gara e imporre gli Oneri di Servizio Pubblico (O.S.P.) sulle rotte da e per Taranto.
L”inutilità tecnica dell”emendamento: la Regione può agire da sola.
L”insistenza sulla via parlamentare appare ancor più superflua se si analizza il quadro giuridico vigente.
Esiste infatti, sin dal 2002, la Convenzione-Concessione pubblica stipulata tra l”ENAC (organo delegato del Governo) e Aeroporti di Puglia (AdP), la società che gestisce in regime di concessione totale quarantennale i quattro scali regionali (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie), e di cui la Regione Puglia detiene la quasi totalità delle quote azionarie dello stesso ADP(circa il 99,5%).
Il quadro tecnico-normativo lo dimostra chiaramente:
Nessuna limitazione d”uso: l”aeroporto di Taranto-Grottaglie è già classificato ufficialmente come scalo “commerciale aperto al traffico civile”.
Non necessita di un cambio di destinazione d”uso per legge, in quanto le sue caratteristiche tecniche (lunghezza pista e infrastrutture di volo) rispettano già gli standard di certificazione ENAC ed EASA per i voli passeggeri.
Autonomia programmatoria: In virtù della Convenzione del 2002 e delle competenze concorrenti previste dall”art. 117 della Costituzione, la Regione Puglia possiede già la piena autonomia per pianificare l”estensione del traffico passeggeri a Grottaglie.
Il precedente di Foggia: non servono leggi speciali o emendamenti romani, è sufficiente una delibera della Giunta Regionale, seguendo esattamente lo stesso iter amministrativo e lo stesso modello di bando O.S.P. già validamente adottato in passato per lo scalo del “Gino Lisa” di Foggia.
GLI INTERROGATIVI POLITICI al Movimento 5 Stelle.
Alla luce di questa chiara, inutile e dispendiosa architettura istituzionale parlamentare, sorgono spontanee alcune domande all”indirizzo del Senatore Turco, forte anche del suo ruolo di Vicepresidente nazionale del Movimento 5 Stelle:
*Per quale motivo, se la questione dell”aeroporto ionico è ritenuta davvero prioritaria, non viene esercitata la dovuta leadership politica nei confronti dei consiglieri regionali del M5S, che fanno stabilmente parte della maggioranza di governo in Regione Puglia, tanto da giungere a proporre anche la crisi di governo regionale per farsi rispettare come componente di maggioranza?
*Perché non si impone al gruppo consiliare regionale di chiedere un voto formale per deliberare la volontà di apertura dello scalo ai voli passeggeri, invitando contestualmente AdP a predisporre i piani finanziari necessari?
*Perché si sceglie di inseguire la via complessa, ridondante e proceduralmente errata di un emendamento parlamentare, anziché percorrere semplicemente la strada regionale, che rappresenta la via amministrativa più breve, legittima ed efficace?
Perseverare nell”errore di accentrare la discussione a livello parlamentare, ignorando le precise competenze e i poteri della Regione Puglia, rischia di trasformare una legittima battaglia territoriale in una sterile bandiera propagandistica, allontanando nei fatti il decollo dei voli passeggeri da Taranto.
Avv. Nicola Russo
Coordinatore Comitato Cittadino Taras Futura
