Ex Ilva: Uilm, sciopero per risposte, a gioco al massacro non ci stiamo

“L’incontro di ieri a Palazzo Chigi è iniziato male, sulla scia del solito ‘valzer’ di scaricabarile e delle accuse alla magistratura. A Taranto assistiamo inermi da 14 anni a questa situazione: sono passati otto governi e ci troviamo in una condizione peggiore rispetto a quella di partenza. Noi non ci stiamo a questo gioco al massacro”. Lo dichiara Davide Sperti, segretario generale della Uilm, intervenuto questa mattina ai microfoni di ‘Radio Anch’io’.

“Noi rappresentiamo chi si trova in questo tritacarne – prosegue Sperti – e pretendiamo risposte concrete, a partire dalla prossima settimana con i tavoli tecnici e istituzionali con i ministeri e gli enti locali. Serve individuare soluzioni vere su occupazione, salari e garanzie per i lavoratori. Sosterremo queste richieste con una prima azione di mobilitazione di otto ore e, se necessario, alzando il livello dello scontro”. Sulla questione dell’impatto ambientale e della salute dei cittadini e dei lavoratori, il segretario della Uilm sottolinea: “I primi ad essere esposti alle sostanze cancerogene e all’amianto sono proprio i lavoratori sugli impianti. Taranto rappresenta l’emblema di una Repubblica fondata sullo sfruttamento e non si può contrapporre la salute al lavoro o dividere la comunità. Abbiamo 90 giorni per recuperare il tempo perduto: siamo pronti a discutere della riconversione e del ridimensionamento del ciclo dell’acciaio verso l’elettrosiderurgia, ma a patto che nessuno debba più vergognarsi di andare a lavorare e che nessuno venga lasciato indietro”.

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