Ex Ilva: L’Abbate (M5s): salute e ambiente non negoziabili, ora bonifica e riconversione

“La sentenza della Corte d’appello di Milano che dispone lo stop all’area a caldo dello stabilimento di Taranto certifica semplicemente che l’inquinamento e il rischio sanitario non possono più essere tollerati in nome di una trattativa di cessione che il Governo non è riuscito a portare a termine in quasi quattro anni. Il ministro Giorgetti parla di ‘condizioni cambiate’, ma le condizioni per la salute dei tarantini erano già inaccettabili da tempo: lo dicono i dati epidemiologici, lo dice la giurisprudenza, lo dice il buonsenso.

Le emissioni dell’area a caldo di Taranto sono da anni oggetto di allarmi scientifici e sanitari rimasti senza risposta, il governo ha scelto di continuare a finanziare con soldi pubblici, oltre 4 miliardi in questi anni, un impianto che non ha mai avviato la transizione verso una produzione compatibile con la tutela della salute e dell’ambiente. Chiediamo al Governo di spiegare come intenda dare piena attuazione alla sentenza, quali misure di bonifica e monitoraggio della qualità dell’aria intenda adottare a tutela della popolazione di Taranto, e con quali strumenti garantirà una prospettiva industriale che non sia più un ricatto occupazione-contro-salute. Ai lavoratori e alla città di Taranto si deve una strategia vera.” Lo dichiara Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera. 

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