Flacks Group torna a rivendicare il proprio interesse per gli asset dell’ex Ilva e presenta una nuova proposta industriale per il rilancio del polo siderurgico di Taranto, sostenendo che rappresenti un’alternativa concreta all’offerta di Jindal.
In una nota, il gruppo evidenzia che le recenti decisioni giudiziarie potrebbero determinare “entro la fine di agosto lo spegnimento definitivo degli altoforni di Taranto” e propone un piano che punta a garantire continuità produttiva, bonifica ambientale e salvaguardia dei livelli occupazionali.
Il progetto prevede la nascita di Flacksider, una società partecipata da Flacks Group, dallo Stato e da due aziende strategiche del settore.
L’obiettivo, si legge nella nota, è assicurare “l’immediata continuità delle attività produttive attraverso l’approvvigionamento dei semilavorati”, avviare contestualmente la bonifica integrale del sito e realizzare un nuovo impianto siderurgico green di Danieli basato sulla tecnologia DRI e sui forni elettrici. A regime, il nuovo stabilimento dovrebbe raggiungere una capacità produttiva di circa 4 milioni di tonnellate di acciaio green all’anno.
Sul piano occupazionale, Flacks Group sostiene che il piano consentirebbe il graduale riassorbimento dei lavoratori nelle nuove linee produttive, prevedendo “esclusivamente una limitata e temporanea riduzione dell’organico nella fase di transizione, destinata a essere completamente riassorbita in tempi brevi con l’entrata in funzione del nuovo impianto”.
Il fondo americano afferma che “appare incomprensibile che continui a essere presa in considerazione l’ipotesi Jindal.
Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, quella soluzione comporterebbe un drastico ridimensionamento dello stabilimento di Taranto e il trasferimento di una parte strategica della produzione in Oman”.
