Taranto: assolto dall’accusa di usura, pena ridotta in Appello per un 47enne

Pena ridotta e revoca della confisca di 14mila euro per Nicola Pascali, condannato in primo grado a 1 anno e 8 mesi di reclusione per usura ed estorsione nei confronti di un imprenditore. Questo è quanto stabilito dalla sezione distaccata di Taranto della Corte di Appello di Lecce, la quale ha riformato in parte la sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Taranto lo scorso 16 aprile 2024.

Il 47enne era finito a processo con l’accusa di aver fatto da tramite, insieme ad un’altra persona, tra il titolare di una pizzeria nella provincia di Taranto e un uomo, il quale avrebbe prestato al ristoratore circa 28mila euro a tasso di usura. Pascali era salito sul banco degli imputati anche per il reato di estorsione, poiché secondo gli inquirenti avrebbe intascato l’incasso di circa 3mila euro frutto di una cena a favore di 150 commensali.

Nel corso del processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato, il GUP aveva condannato Pascali a 1 anno e 8 mesi nonostante la richiesta di condanna a 6 anni avanzata dal PM, applicando la continuità con una precedente condanna del 2019 e assolvendolo per il principio del “ne bis in idem” dal reato di detenzione illegale di arma da fuoco.

La posizione del 47enne, assistito dall’avvocato Luigi Esposito, è successivamente finita al vaglio della Corte d’Appello. In secondo grado, Pascali è stato riconosciuto non colpevole del reato di usura, ottenendo l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”. Un risultato che ha comportato la riduzione della condanna, la quale scende a 1 anno, e la revoca della confisca di 14mila euro.

Una sentenza che verrà analizzata anche dai Giudici della Corte di Cassazione, i quali si esprimeranno sul presunto reato di estorsione in seguito al ricorso proposto dall’avvocato Esposito.

News dal Network

Promo