La crisi energetica, le accise, il potere d’acquisto, la crisi economica

Queste guerre intorno all’Italia stanno martoriando il nostro Paese.

Con uno scenario socio economico già malandato; con tasse, dirette e indirette, alle stelle; con tutti i comparti, dalla Sanità alla Istruzione, dal dissesto idrogeologico ai disastri meteorologici, che chiedono soldi; ecco che il Paese si dissangua. Fronte orientale da un lato, fronte medio orientale dall’altro, i nodi irrisolti del passato vengono la pettine. 

E chi se ne accorge se non il popolo inerme? La crisi della energia, con l’aumento delle bollette e l’aumento della benzina depauperano sempre più famiglie e imprese, soffocano i commerci, la borsa della spesa diventa sempre più leggera. 

L’Italia, che non conta nulla sullo scacchiere internazionale, fa quello che può.

Eppure, in Italia non si riesce a fare fronte comune: fra maggioranza e minoranza vige unostato conflittuale da guerra civile. 

Meno male che il Bilancio di Previsione dello Stato per l’anno 2026 sia stato parsimoniosoperché, oggi, saremmo stati in guai seri. 

Oggi, incalzano gli aumenti che si registrano alla pompa della benzina. 

Il Governo cerca di correre ai ripari ma la partita è troppo grossa. 

Si è pensato così di ridurre le accise sui carburanti. 

Se sia una misura corretta dal punto di vista di politica economica, qui poco importa. Guardiamo, invece, come funziona.

La riduzione delle accise, dell’importo di centesimi 24,4 al litro, già approvata con il decreto legge del 18 marzo, in scadenza il 7 aprile, è stata prorogata fino al 1 maggio. Si spera che, a quella data, sia stata superata l’emergenza. Un rapido calcolo stima che la misura costerà € 0,5 mld. 

Cosa è l’accisa sui carburanti? E’ un’imposta indiretta, di importo fisso (per ogni litro o kg), che si applica alla fabbricazione o vendita di benzina, diesel, GPL e metano. Quindi differisce dall’IVA che varia con il prezzo. Il totale, fra accisa e IvA, incide per oltre il 40% sul prezzo finale del carburante. 

L’Italia è uno dei paesi dell’Unione europea che applica le accise più alte sulla benzina e sul gasolio. Il gettito annuo è pari addirittura a € 25 mld. 

Uno Stato famelico impedisce che si possa fare a meno di questo salasso. 

Oggi, però, si fa ricorso ad un alibi “intellettuale” di origine EU: le alte accise disincentivano l’uso di combustibili fossili e, contemporaneamente, limitano i consumi di carburante di origine fossile per i trasporti; in ottemperanza al progetto europeo di “transizione ecologica”. 

La riduzione delle accise, dunque, è in contrasto con le direttive europee. 

Pertanto, il Governo italiano non può ridurre le accise senza il consenso EU.

Ma di fronte alla riduzione certa del potere d’acquisto delle famiglie e imprese, una eccezione è stata fatta. Infatti, il Ministro Giorgetti sta elaborando la posizione dell’Italia: “chiedere o non chiedere la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica”.

I commenti li lasciamo al lettore. 

Ma dove si trovano le risorse per la riduzione delle accise? 

Una prima formulazione era la riduzione dei benefici alle imprese in relazione al programma di incentivi, Transizione 5.0, per l’efficientamento energetico e la digitalizzazione. Si era ipotizzato portandoli da € 1,3 mld a € 537 mln. 

La reazione di Confindustria ha fatto sì che i fondi saliranno a € 1,5 mld, con un incremento di € 200 mln. 

Si è dovuto, pertanto, ripiegare su altri metodi.

Giorgetti dice: “per € 200 mln c’è l’auto copertura che deriva dall’incremento del gettito Iva. Per altri € 300 mln, sono risorse che sono state recuperate dalle risorse ETS che non erano state ancora utilizzate, avendo premura di non toccare quelle che erano state destinate originariamente al sollievo degli energivori”.Per la cronaca le aste ETS (Emission Trade System) sono gestite da  GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e coinvolgono settori energetici e industriali, generando circa € 18 mld, tra il 2012-2024). 

Secondo il Ministro Giorgetti è in ballo lo sforamento del 3% del deficit.