Ex Ilva. Fiom: sentenza della Corte UE conferma nostre preoccupazioni

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«Quanto emerso dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea non fa altro che confermare quanto più volte denunciato dalla Fiom-Cgil. La sentenza della Corte di Giustizia Europea conferma che il gestore dell’ex Ilva deve “fornire, nella sua domanda di autorizzazione iniziale, informazioni relative al tipo, all’entità e al potenziale effetto negativo delle emissioni” e che “in caso di violazione deve adottare immediatamente le misure necessarie” a garantire ambiente e salute.

Per mettere in sicurezza cittadini, ambiente e lavoratori è necessario che tutti tornino al lavoro per intervenire sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Al contempo il Governo e la gestione commissariale investano le risorse per introdurre le migliori tecnologie disponibili per il processo produttivo e di decarbonizzazione.

E’ ora di farla finita con speculazioni economiche e politiche. La vita, il lavoro e l’ambiente hanno bisogno di risorse e non di parole: il piano industriale e occupazionale di ripartenza deve tener conto della Valutazione d’impatto Sanitario Preventivo collegata alla nuova procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale. E’ il momento che Taranto, i suoi cittadini e i lavoratori abbiano risposte».

Lo dichiarano in una nota congiunta Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e Francesco Brigati, segretario generale Fiom-Cgil di Taranto.

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