Sanità, Perrini: “Da tre mesi niente psicomotricità e logopedia per bambini con deficit e diversamente abili”

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La dichiarazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sanità, Renato Perrini:
 
«Sono esterrefatto: continuano ad arrivare segnalazioni che interessano numerose famiglie della provincia di Taranto. In particolare, il problema riguarda bambini con deficit e diversamente abili, che da circa tre mesi non fanno più terapie di psicomotricità e logopedia, perché presso le strutture della provincia di Taranto mancano le figure preposte. Questi bambini piuttosto che migliorare la loro condizione, di fatto stanno facendo passi indietro, perché nessuno può seguirli. Inoltre, le famiglie sono costrette a pagare di tasca propria tutte le terapie senza avere alcun supporto».

«Com’è possibile tagliare un servizio così importante per i piccoli utenti e le loro famiglie, mentre si predica attenzione alle fragilità? Fra tutti gli sprechi che constato e denuncio nella sanità pubblica, si decide di colpire proprio l’anello più debole e bisognoso di attenzione. Questo per me è inaccettabile e sarò al fianco delle mamme e dei papà dei piccoli in ogni azione finché la Regione e la giunta Emiliano non prendano provvedimenti urgenti per rispondere a un bisogno sempre più diffuso. Il presidente Emiliano, che ha tenuto per sé la delega al Welfare, intervenga rapidamente per garantire ai cittadini più piccoli la piena fruizione dei servizi.
Alcuni genitori, infatti, mi hanno raccontato degli enormi progressi fatti dai loro bambini grazie all’assistenza specialistica e sono disperati all’idea di doverne fare a meno per metà delle ore assegnate. Logoterapia e psicomotricità inesistenti. Molte di queste famiglie hanno conquistato faticosamente l’assistenza e la riabilitazione offerta dai centri pubblici dopo averla pagata di tasca propria per anni e dopo essere stati in lista d’attesa per un diritto che dovrebbe essere garantito e che ancora una volta vedono minacciato. Non si può sottrarre il futuro a questi bambini e ai loro familiari».

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