Riflessioni sulle elezioni

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Vota Antonio, vota Antonio …

Elezioni a giorni, candidati in fermento aumenta la febbre, una strana frenesia che pervade tutti, o quasi tutti, anche perché il numero di candidati è alto e quindi pure quello dei parenti e degli amici degli amici e di quelli che si riscoprono amici in questa occasione.

Ricordo una legge fisica di termodinamica (reminiscenza degli esami universitari di fisica 1 e 2), che afferma: nel sistema si sviluppa calore e con questo aumenta l’entropia (il disordine del sistema) e si produce rumore, dispersione.

Questo principio fisico può essere applicato in molti casi della vita normale dato che ogni cosa del mondo reale può ricondursi ad un processo o è esso stesso fisica,

Nel principio di fisica termodinamica si dice che questa dispersione di energia dissipa anche capacità di produrre lavoro e questo, nella mia associazione con la campagna elettorale, depone malissimo in quando questa dovrebbe perseguire l’esatto contrario ma, avremo modo di verificare i risultati pratici.

Da quello che ogni tanto leggo di sfuggita sui messaggi, proclami, slogan dei candidati ognuno ha in serbo, custodisce in seno la soluzione almeno di uno dei problemi che ci attanagliano da intere legislature ovvero da lustri, da decenni.

Per cui moltiplicando anche solo questo 1 per il numero degli eligendi vi posso assicurare che possiamo e dobbiamo stare tranquilli, sereni; il nostro futuro si prospetta quanto di più roseo possiamo immaginarci, possiamo abbandonarci a sogni fantastici certi che al risveglio ci ritroveremo in una vallata più verde di quelle austriache, in una città più pulita e ordinata di un paesino islandese, più sicura di una banca svizzera, oltre a tante altre cose che ho letto e di cui mi sento di assicurare e garantire a tutti noi cittadini elettori la realizzazione pratica e concreta a brevissimo termine.

Insomma, roba che i olandesi, lussemburghesi, danesi e popolazioni nordiche in cui notoriamente la qualità di vita è altissima stanno già chiedendo di lasciare le loro nazioni e di trasferirsi qui da noi.

Alcuni candidati sono tuttora in carica nelle loro amministrazioni, nei loro incarichi e deleghe, alcuni da più una legislatura ma, solo adesso sanno, hanno scoperto come risolvere alcuni annosi problemi critici.

… perché non farlo fino ad ora…

Facce già viste, persone che vogliono essere confermate come se non fosse successo nulla in questi anni, come se loro non fossero comunque co-responsabili.

Forse cambiando, come in alcuni casi casacca, gli si è aperta la mente, ha ritrovato il giusto spirito e voglia di missione.

E cosa dire del moltiplicarsi delle liste civiche che diventano quasi condominiali, circoli privati, ritrovi di tutti gli amici, quasi fosse una gita, una specie di rimpatriata, nominano chi vogliono e impongono il loro «listino»; anche quest’anno e soprattutto a livello locale, avremo una, orami abituale, scheda lenzuolo con icone, simboli e motti per di più sconosciuti.

Conosco abbastanza bene parecchi di questi candidati, soprattutto a livello locale, e non conoscevo questa loro vocazione, una vera e propria illuminazione, sapevo delle loro precedenti esperienze di vita, di lavoro, culturali, sociali ma, mi accorgo che evidentemente non ero aggiornato.

Si va da chi, tutto perfettamente griffato lotta per un salario minimo più giusto ed equo per tutti lavoratori e non, chi da resort e ville parla di una casa green anche questa per tutti, chi a bordo di suv e supercar parla di ecologia, di trasporti sostenibili e gratuiti per tutti, chi di colpo si riscopre un animo praticamente da missionario francescano dell’ordine dei servitori scalzi.

Non sembra che sia cambiato molto se già VOLTAIRE affermava che “Il piacere di governare deve senza dubbio essere squisito, se dobbiamo giudicare dal grande numero di persone che sono ansiose di praticarlo.”

Resto perplesso ma, pur se ormai abituato, ho alle spalle molte consultazioni elettorali amministrative e politiche a tutti i livelli, tuttavia, non so se è una sensazione solo mia ma, questa volta la rivalità e più forte, più dura, quasi violenta; un po’ come sta avvenendo sempre più nel mondo: in tutte le competizioni sportive, canore o anche in quelle concorsuali per un posto di lavoro osservo, e con certezza, un accanimento sempre maggiore.

Comunque, un fatto sicuro è che ormai a giorni e finalmente ci sarà questa tornata elettorale da tutti attesa e auspicata: chi per ribadire gli ultimi risultati politici, chi per confermare il fallimento della attuale classe governativa.

Ma, non illudiamoci troppo la perenne campagna elettorale riprenderà tranquillamente già dal giorno dopo, infatti, ripartiranno gli slogan pro e/o contro; SIR WINSTON CHURCHILL in opposizione con questo comportamento affermava: “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

Questo un pensiero del secolo scorso senza scomodare i filosofi greci e latini e le loro idee riguardo la “politica” vediamo cosa pensavano a riguardo 2400 anni fa.

Per il filosofo SOCRATE “la virtù non è la bellezza del corpo o la ricchezza, bensì l’insieme dei valori dell’anima, che si riscontrano e ritrovano nella conoscenza; questa deve essere un’indispensabile qualità del cittadino che intenda fare politica. Contrariamente la tendenza dell’epoca, derivante dai sofisti, già basava la politica sulla retorica, ovvero sull’arte di incantare le folle.”

Socrate si oppose sempre ai sofisti perché essi pronunciavano discorsi raffinati ed eleganti, ma totalmente privi di verità: per loro l’importante era parlar bene, avere un buon effetto sugli ascoltatori, essi erano veri sostenitori della scienza della parola, la retorica.

Per Socrate invece quello che contava di più era la verità: lui si proclamava incapace di controbattere a discorsi così eleganti e ben formulati (ma falsi).

Chissà cosa penserebbe ascoltando quelli dei giorni nostri!

Il suo discepolo PLATONE viepiù precisa: Governare non è, ovviamente, facile: si tratta di comprendere il bene collettivo e tradurlo in leggi e atti politici opportuni.

Non si spiega, come la politica è così spesso affidata alla massa o a pochi incompetenti. Fondamento della polis è la giustizia.

Sarà unito e giusto lo stato nel quale ogni individuo rispetterà il proprio ruolo e abbia quel che gli spetta, in proporzione.

I compiti in una comunità sono tanti: l’importante è che ognuno scelga il più adatto alla propria costituzione caratteriale e vi si dedichi.

L’appartenenza ad una o ad un’altra classe è dettata, nello stato platonico dalla prevalenza nella psiche del singolo, ovvero dalle qualità individuali.

Ecco perché in Platone non si può parlare di caste, ma si deve parlare di classi.

E così via si possono trovare spunti più che attuali anche da Aristotele, Cicerone, Sant’Agostino, Macchiavelli, ecc.

Riassumendo: virtù, conoscenza, verità, giustizia per i politici e di contro ogni cittadino rispetterà il proprio ruolo e deve avere ciò che gli spetta.

Passiamo quindi adesso al “cittadino” che ascolta queste proposte da zero doveri e tutti diritti e non si chiede: ma chi paga se la nostra civiltà sociale resta questa?

Giusto richiedere e cercare una sanità per tutti, una scuola più fonte di cultura, più al passo con i tempi a tutti i livelli e per tutti, senza dimenticare sicurezza, vivibilità, ecc. ma, dove trovare i fondi per realizzare tutto questo.

I nostri concittadini dovrebbero comprendere che per pretendere occorre anche dare, per ottenere diritti, bisogna accollarsi anche i relativi doveri: lavorare, pagare le tasse (siamo al primo posto per evasione fiscale), smettere di fare semplicemente sempre i furbi o finirla di essere esportatori e/o importatori di malavita organizzata a tutti livelli dalla micro alla macro-criminalità.

Ad alto livello è indispensabile ripulire, bonificare la corruzione, la concussione, i costi della politica e della burocrazia, spendere tutto ma spendere bene, controllare i soldi di tutti.

Verificare dove vanno, in che maniera vengono spesi e che i progetti si portino a termine, garantire giustizia, equità e garanzia di pena.

Soprattutto, imparare che lo Stato siamo noi tutti politicanti e cittadini!

Dire la verità a tutti i livelli scoperchiare gli evangelici “sepolcri imbiancati”.

Significa che se ci sono, come è vero, 5 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta e ben 9 in condizione di povertà relativa verificare queste condizioni censire e controllare perché questi numeri tremendi da nazioni in via di sviluppo, di fame, da code alla Caritas contrastano con altre statistiche che parlano tra l’altro di: 120 miliardi spesi nel gioco d’azzardo, 10 miliardi per maghi e fattucchiere, 16 miliardi in abbonamenti Sky, Dazn, Now, Spotify, pagato anche con il bonus cultura, quasi 78 milioni di connessioni da telefonia mobile (il 128% della popolazione???) e oltre 90 miliardi vengono spesi per mangiare fuori casa.

Questi solo alcuni numeri ma, potremmo parlare della moda, del lusso, della nautica, delle supercar, delle ville ecc…

Questo significa essere corretti dire TUTTI e TUTTA la verità!

Utopia, chimera molte nazioni sono più avanti di noi in questo campo.

Senza parlare di coloro che seppur davanti al minimo problema sento dire: “io me ne voglio andare dall’Italia, io me ne devo andare dall’Italia” e io che dentro rispondo: “magari” e mi ci incazzo!

Sento anche parlare di regime ma, ci rendiamo conto?

Questi individui posseggono la conoscenza, hanno vissuto qualche esperienza diretta di cosa significa vivere, essere, trovarsi in un regime?

O hanno letto solo qualche titolo scritto da qualche “ultras” della cultura che si definisce “storico”, che nonostante la sua erudizione racconta la vicenda da tifoso, da fanatico di parte, citando dolosamente solo un pezzo dei fatti quello a lui conveniente o congeniale ma, sicuramente non da “storico”, tutto questo non si può certo definire “storia”.

Perché basta allargare lo scenario: sulla nostra Terra siamo quasi 8 miliardi e solo un abitante su 6 (meno del 17%) ha tutto ciò che abbiamo noi: acqua corrente potabile, servizi igienici, energia elettrica costante, televisioni, giornali e soprattutto la libertà, la democrazia.

Solo 1,2 miliardi di individui hanno una qualche forma di “protezione sociale”, il welfare, gli ospedali e la copertura dai tanti rischi, istruzione e cibo compresi; ma quelli che possono avere il welfare italiano sono nel mondo poco solo circa 600 milioni; seppure con tutti i limiti e i problemi che ci sono e conosciamo tutti perché li viviamo sulla nostra pelle e sulle nostre tasche tutti i giorni.

Essere consapevoli che in molte parti del mondo si vive con meno di 2 dollari al giorno, gli ospedali sono un miraggio per pochi, così come la scuola e che spesso entrambi sono completamente a pagamento e il futuro per tutte queste persone: vecchi, adulti, giovani e perfino bambini è una parola priva di qualsiasi contenuto.

Mi sono dilungato e allargato ma, non penso di aver scritto eresie, bestialità.

Per cui il mio consiglio per tutti noi e andare a rileggere o a leggere cosa si intendeva per “politica” e non “partitica” con cui oggi viene confusa, cosa si intendeva per “cittadini” e non come “assistiti” con cui oggi si viene confusi; e poi cercare di mettere in pratica questi concetti piuttosto che lanciare slogan, promesse che difficilmente possono essere mantenute se non ci si chiede contemporaneamente chi paga?

Chiudo ancora con una frase di Socrate: “Ero veramente un uomo troppo onesto per vivere ed essere un politico.”

 

Dott. Roberto KUDLICKA

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