Rifiuti: maxi blitz contro stoccaggio e smaltimento illegali, sequestri nel tarantino

87 Visite

Anche il territorio tarantino risulta coinvolto nell’ambito della vasta operazione della Polizia di Stato sul territorio nazionale per il contrasto allo smaltimento illecito di rifiuti. Le indagini, coordinate a livello centrale dal Servizio centrale operativo, sono state condotte dagli agenti delle Squadre mobili e delle Sezioni investigative dello stesso organo in 33 province italiane con il supporto specialistico delle agenzie regionali per la protezione ambientale e della polizia stradale. In alcune province, sono state attivate anche le strutture periferiche del Corpo nazionale della Capitaneria di Porto.

Nella provincia di Taranto la Squadra Mobile di Taranto e lo Sco–sezione investigativa di Lecce, con la collaborazione del Nucleo Vigilanza Ambientale della Regione Puglia, a seguito di un monitoraggio del fenomeno dello smaltimento illecito ha eseguito numerosi controlli ed effettuato alcuni importanti sequestri. Nel territorio di Marina di Ginosa all’interno di un’azienda con un’area di circa 20.000 metri quadrati i poliziotti hanno rilevato la presenza di un capannone di circa 800 metri quadrati costruito in totale assenza dei permessi. All’interno vi erano depositati un centinaio di veicoli alcuni dei quali non più marcianti e più di 50 motori automobilistici stoccati senza le autorizzazioni previste. Inoltre, è stato rilevato uno scarico di acque reflue industriali (liquami e detriti inquinanti derivati dai veicoli) senza le autorizzazioni prescritte.

L’intera area e tutti i veicoli presenti sono stati sequestrati preventivamente e d’urgenza. Sono in corso gli accertamenti sull’eventuale provenienza delittuosa delle auto e dei motori sequestrati. Sullo stesso versante jonico nel corso di un controllo in un’azienda agricola nel comune di Castellaneta sono state rilevate la presenza di un impianto di riscaldamento alimentato a biomassa, utilizzato per lo smaltimento illecito di rifiuti agricoli, in misura e con modalità non conformi alla normativa di settore, e di diversi cumuli di rifiuti, alcuni dei quali classificati pericolosi, stoccati senza le autorizzazioni prescritte. Anche in questo caso è stato rilevato il mancato rispetto della normativa sullo sversamento di acque reflue. L’intera area interessata, di circa 3.000 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro preventivo e d’urgenza.

News dal Network

Promo