C’ERA UNA VOLTA IL VOTO

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Le ultime consultazioni elettorali regionali in Basilicata, hanno confermato la tendenza al ribasso della affluenza alle urne degli aventi diritto al voto. Oltre il 50% degli elettori non ha votato. Identico risultato ottenuto nelle  consultazioni politiche del 2022  con  il 40 % circa degli aventi diritto che non si è recata alle urne. Un fenomeno sociale che andrebbe analizzato con la massima obiettività evitando di mistificarne le cause attraverso motivazioni non verosimili.

Difficile pensare che la ragione possa individuarsi nella pigrizia che ha colpito i già nati stanchi, tanto da soprassedere ad una funzione elettiva costituzionalmente garantita.

Non semplice incolpare l’inclemenza delle condizioni climatiche che abbiamo imparato ad affrontare migliorando la capacità repellente  dei presidi di tutela anti pioggia ed antifreddo. Impossibile attribuirne la causa a un malfunzionamento della componente grigia, laddove ancora sia possibile individuarne la presenza, determinata dalle fustigazioni imposte ad una attività cerebrale già abbondantemente condizionata dai bassi regimi funzionali. 

Potrebbe l’ignoranza giustificare la mancata comprensione dell’importanza delle competizioni elettorali e la rinuncia ad esercitare il diritto di voto. Ma si è sicuri che non sia vero il contrario? Non difficile per  l’elettore comprendere  che il voto serve solo a quelli che devono occupare degli scanni vuoti per godere dei benefici personali.  Esaurita la poca fiducia che ancora tenta di riporre in una classe politica ormai fatta di inetti, ha rinunciato a pensarci ma anche a crederci. 

Gran parte di  fatui continuano a vendere i voti, i corrotti continuano a comprarli. Ma nel fenomeno elettorale, che riserva inaudite sorprese in ogni parte delle tante che compongono il mosaico del suo divenire, come potrebbe essere il solenne momento dello scrutinio, residuano ritagli di speranza.

Alcuni analisti tentano di attribuire la defezione alla impossibilità di esprimere un voto di opinione!  Ma quale opinione è possibile confezionare nei confronti di una classe politica all’interno della quale militano ladri, affaristi, millantatori, arrampicatori sociali, egocentrici, puttanieri?   Certo anche  la scarsità di informazione  favorisce errori di valutazione! Quanti fra noi conoscono altre qualità professionali e comportamentali dei candidati di cui spesse volte si viene informati poco e male! Per esempio l’arte del taccheggio, mancava nell’elenco   dei titoli da possedere per essere riconosciuti idonei a far parte delle liste dei candidabili al voto!   Un epifenomeno o una radicata manifestazione di degrado parcellizzato?  Dunque, come potrebbe essere possibile trovare una persona per bene in una compagine così composta! 

Nemmeno con l’aiuto di un miracolo potrebbe accadere! Molto più probabile constatare che è giunto il momento di cambiare regime!  Ma a chi spetterebbe farsi promotore di questa iniziativa? Ci sono persone giuste con cui  sostituire quelli precedentemente  descritti, identificati da numerosi  attributi, con elementi che ne siano privi? Il dubbio è più che legittimo, tenuto conto che la classe politica è l’unica ad aver promosso iniziative procreative non dissimili da quelle proposte dalla fecondazione eterologa assistita. 

Avendo inseminato ogni mente disponibile e in ogni dove con   il seme della prevaricazione. La mutevolezza delle idee, così come avviene per i cambi di stagione, si è impadronita di buona parte della classe politica. Fenomeno reso ancora più pericoloso   dai frequenti cambiamenti climatici, sempre più incombenti! Dunque fuor di metafora, dovremmo chiederci, i così detti politici dovrebbero chiedersi, perché sempre meno gente si reca alle urne? Non abbiamo fino ad ora affrontato una motivazione che potrebbe sgombrare il campo dal dubbio e che   consentirebbe di individuare molto probabilmente la causa più incisiva a sostegno di tale fenomeno. La sua identità è svelata dalla diffidenza!

L’elettore non si fida più di questi personaggi che hanno assunto l’inequivocabile aspetto semeiologico che il Lombroso identifica attraverso le fattezze del  volto. Questi appartengono ad una famiglia di truffaldini camuffati da colombelle, impossibili da classificare anche per il grande lavoratore Darwin. Lombroso e le sue deduzioni si confermano sempre attuali  pur imbattendosi in scafati e imperturbabili volti addestrati a controllare le emozioni e i muscoli mimici. 

Gli aeroporti li abbiamo, i” duty free” anche, si tratterà solo di aspettare il salto di qualità. Passare dalle rotte locali a quelle nazionali poi europee e quindi internazionali, per questi candidati sarà come fare una passeggiata. Sarà sufficiente affinare sempre più le doti di taccheggio, tanto il popolo ha sposato quelle della sudditanza.

UGO LOMBARDI

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