Ospedale Giannuzzi di Manduria, Perrini (FdI): “Carenza di radiologi. Necessario intervenire immediatamente”

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«Se non si interviene immediatamente, il governo regionale dichiari una volta per tutte il proprio fallimento». Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini che spiega: «Le emergenze in tutti i reparti sono evidenti ed è indispensabile reclutare immediatamente altri radiologi. Senza una buona diagnosi non esiste né prevenzione né cura appropriata. Questo è il principio cardine di una sanità di qualità. Tutt’oggi si ripresenta l’emergenza radiologi all’ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria, dove la refertazione diretta degli esami radiografici viene nuovamente sostituita con quella a distanza della teleradiologia.

In questo mese – prosegue Perrini – sono 18 i turni sprovvisti di medico con gravi ripercussioni sull’assistenza di patologie tempodipendenti. In questi mesi, in qualità di vicepresidente della Commissione Sanità, ho più volte sollecitato con richieste di audizione e interrogazioni affinché si risolvesse questa questione. Più volte ho sollecitato il presidente Emiliano, più volte ho effettuato sopralluoghi nel nosocomio e nessun intervento è seguito da parte dell’assessorato. Era già accaduto all’inizio dell’anno e l’allarme sollevato allora fece rientrare il problema destinando temporaneamente alcuni radiologi di altri ospedali. II venir meno di qualcuno di loro o la concentrazione dei bisogni in altri distretti della Asl, sta penalizzando nuovamente il versante orientale della provincia di Taranto. Tra l’altro – aggiunge Perrini – il Giannuzzi è strategico non soltanto per il versante orientale ionico, ma per l’intera provincia di Taranto che nell’attuale condizione non può permettersi di perdere neanche un ospedale, almeno fino a che non sarà realizzato il San Cataldo. E fino a quando l’edilizia sanitaria dell’intera provincia non sarà adeguata ai bisogni di salute complessivi del territorio, nessun ospedale deve essere toccato – rimarca Perrini – A risentire più di tutti questa interruzione del servizio sono i settori dell’emergenza urgenza come il 118 e il pronto soccorso, cioè le branche della medicina dove non è possibile la programmazione.

Per tutto il mese di maggio le gravi patologie, traumatiche o chirurgiche o neurologiche che necessitano di una diagnosi rapida mediante tac con mezzo di contrasto, devono affidarsi alla sorte e sperare che l’evento non accada nei diciotto turni senza radiologo, quando il servizio di diagnostica radiografica sarà affidata a internet. La teleradiologia, infatti, garantisce solo gli esami Rx semplici, come le fratture delle ossa lunghe, e non le ricerche diagnostiche più approfondite per patologie per le quali è necessario somministrare il mezzo di contrasto, ovviamente impossibile da fare a distanza, come danni cerebrali. Il problema del Giannuzzi e altri presidi è che la teleradiologia non è mai stata impiegata come una opportunità, ma sempre come l’ultima spiaggia, senza la dovuta organizzazione e programmazione andando a produrre più danni che altro.

Ciò ha esposto e continua ad esporre a rischi gli unici professionisti rimasti fisicamente, ovvero i tecnici di radiologia. Rischi paradossali e inaccettabili per dei professionisti che stanno facendo il proprio lavoro. Per tale motivo – conclude Perrini – ho chiesto un incontro al Direttore generale della Asl di Taranto e al presidente Emiliano che detiene la delega alla Sanità, affinché venga risolta questa annosa questione in tempi brevi».

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