Cgil Puglia “referendum per liberare lavoratori da sfruttamento”

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«Questa è una campagna referendaria che parte dalla necessità di riattivare la partecipazione democratica delle persone nei luoghi di lavoro, nei territori, dei cittadini e delle cittadine per liberare il lavoro ormai da una condizione di sfruttamento e precarietà. Abbiamo avviato la raccolta firme anche in Puglia e sono già tantissime le adesioni».

Lo ha detto la segretaria generale della Cgil Puglia Gigia Bucci presentando la raccolta firme per i quattro referendum popolari ‘per superare la precarietà, aumentare la sicurezza sul lavoro, tutelare i cittadini dai licenziamenti illegittimi’ promossi dall’organizzazione sindacale.

    Alla conferenza stampa nell’aula Starace del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari sono intervenuti anche i docenti di Diritto del Lavoro di UniBa, Roberto Voza e Vincenzo Bavaro, che hanno lavorato con l’ufficio giuridico della Cgil nazionale alla stesura dei quesiti referendari.

«E’ una campagna che si articola – ha aggiunto Bucci su quattro quesiti, due che riguardano prettamente i licenziamenti illegittimi, la necessità di uniformare il trattamento di reintegro da parte del giudice sia rispetto alla data di assunzione che alle dimensioni dell’impresa».

Un terzo quesito, ha spiegato la segretaria Cgil, «è stato messo in campo per contrastare e superare una condizione di precarietà che è sempre più trasversale e riguarda non solo i giovani e che di fatto sta affossando le condizioni sociali delle persone. Necessità di un superamento rapido e farlo attraverso la partecipazione attiva del referendum per noi è importante”.

L’ultimo “dei quesiti – ha puntualizzato Bucci – riguarda il tema degli appalti, si muore sempre di più di lavoro e si annidano sacche di precarietà diffusa con un rischio alto di infortuni. C’è dunque la necessità di ripristinare la responsabilità solidale delle aziende committenti nell’appalto e nel subappalto». (ansa)

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