Regione Puglia a Bonelli, ‘Su Taranto già 3 studi epidemiologici’

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Prosegue il botta e risposta tra Angelo Bonelli, deputato AVS, e Regione Puglia in relazione agli studi epidemiologici effettuati a Taranto.

«La Regione ha finanziato e condotto, tramite i suoi organi tecnici, lo studio del 2016 che ha supportato le conclusioni a cui erano giunti i periti del gip del Tribunale di Taranto estendendo e approfondendo l’analisi. I risultati sono stati poi ulteriormente confermati da un ulteriore studio pubblicato nel 2019, fornendo le evidenze necessarie a stabilire il nesso causale tra le emissioni del siderurgico e gli effetti sanitari».

È così che l’agenzia Aress Puglia e l’avvocatura della Regione Puglia replicano allo Angelo Bonelli, che nella mattinata di venerdì 26 aprile aveca accusato la Regione Puglia di non aver ancora “aggiornato lo studio epidemiologico” su Taranto. «Doveva essere pronto nel dicembre del 2022, ma solo poche settimane fa la Regione Puglia ha comunicato all’associazione Peacelink che sarà ultimato entro il 31 dicembre 2025. Questo ritardo è grave ed ingiustificato», aveva detto Bonelli.

«A valle dei tre studi già disponibili con conclusioni tra loro coerenti – rispondono Aress e avvocatura -, la Regione ha programmato l’aggiornamento dello studio di coorte, con l’obiettivo di estendere il periodo di osservazione alle annualità successive al 2014. La durata di osservazione, che in genere non è inferiore a 5 anni, dipende da esigenze di tipo tecnico-scientifico e si basa anche sulla tipologia di esiti in studio e sulla loro frequenza nella popolazione».

«Il dato di fatto è che, nell’arco temporale di osservazione, è intervenuta l’emergenza pandemica che ha, tra le altre cose, determinato in tutto il mondo un limitato accesso ai servizi sanitari e quindi una riduzione di diagnosi. La riprogrammazione delle attività è stata quindi motivata dall’esigenza di mettersi nelle condizioni di limitare le potenziali distorsioni dovute a questa circostanza allungando di ulteriori due anni lo studio, mentre è sempre continuata l’attività di aggiornamento degli strumenti di sorveglianza epidemiologica», concludono Aress e avvocatura.

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